Innovazione

HTC Vive Pro porta la realtà virtuale nel futuro

Al CES 2018 di Las Vegas arriva la seconda generazione del visore più amato dai gamer, che questa volta guarda anche al mondo enterprise

Pubblicato il 11 Gen 2018

Paolo Longo

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Se c’è un settore che ha decretato il successo della realtà virtuale casalinga è quello dei videogame. Gli utenti hanno dimostrato di apprezzare i Vive almeno quanto, se non di più, degli Oculus Rift, che anni fa avevano cominciato a parlare di VR per tutti. Il motivo è semplice: a differenza di questi ultimi, i Vive consentono una libertà di movimento maggiore, che prevede di impugnare un paio di controller che possono trasformarsi all’occorrenza in ciaspole per la neve, spade laser, attrezzi da officina e tanto altro. La compagnia di Taiwan ci ha visto lungo, dedicando un’intera area della propria produzione alla realtà virtuale. Questo ha voluto dire lasciare andare per un momento il mercato degli smartphone, dove pure era un marchio in grado di competere con i big, e pare aver fatto bene.

Oggi gli HTC Vive contendono a Oculus la palma di più venduti, almeno se si considera oggetti versatili e non dedicati a un solo dispositivo, come è per i PSVR di Sony per PS4. Non è strano dunque che nel giro di qualche mese dal lancio della versione ufficiale consumer, HTC abbia deciso di aggiornare il suo gingillo, rendendolo ancora più appetibile. Lo ha fatto migliorando la risoluzione totale del doppio schermo, che da vita a una visione speculare completa, e dotandolo di un microfono (anche questo doppio) con cancellazione del rumore, così da rendere migliori le conversazioni negli ambienti 3D riprodotti.

Come detto, la maggior parte del lavoro è finalizzato alla fruizione videoludica ma per la prima volta la compagnia ha parlato dei Vive durante la presentazione al CES 2018 di Las Vegas, anche come strumento di lavoro pensato per l’enterprise. Se già la possibilità di muoversi in una stanza, seppur limitata, porti con sé dei notevoli vantaggi rispetto ai Rift, con un adattatore wireless per il PC, che utilizza la tecnologia Wi-Gig di Intel, si può addirittura dire addio ai cavetti e spostarsi in maniera ancora più semplice e disinvolta.

Un piccolo particolare che rende la declinazione Pro (anche se l’adattatore in uscita funziona pure sulla prima generazione), desiderabile per quella fetta di utenti convinti che il virtuale sia un punto di non ritorno per il mondo professionale, magari quello manifatturiero o prototipale, dove una ricreazione digitale può far risparmiare tempo e soldi, eliminando per sempre i compromessi di un CAD a due dimensioni.

Non si hanno notizie sull’uscita e disponibilità dei Vive Pro ma la strategia di HTC non può essere che quella di arrivare prima e meglio degli altri in un settore in crescita ma ancora privo di una vera leadership.

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