vendor point of view

Partnership HPE-Quanture, punto di riferimento per hybrid cloud e data resilience in Emilia-Romagna



Indirizzo copiato

Le best practice nell’adozione dell’hybrid cloud combinano sicurezza, continuità operativa e una solida governance dei dati attraverso infrastrutture scalabili, strumenti di gestione avanzata e tecnologie emergenti come la GenAI. Il caso Quanture, partner HPE di massimo livello 

Pubblicato il 14 gen 2026



Quanture partner HPE Emilia Romagna 
Simone Ponzoni, CEO di Quanture

Negli ultimi anni, l’hybrid cloud è passato da scelta “di frontiera” a modello di riferimento per le imprese che vogliono governare dati, sicurezza e innovazione. A livello globale, la domanda di architetture ibride continua a crescere: secondo Mordor Intelligence, il mercato del cloud ibrido vale 172,77 miliardi di dollari nel 2025 e raggiungerà 311,75 miliardi nel 2030, con un Cagr del 12,53%. L’accelerazione è alimentata dalle normative sulla sovranità, dall’esigenza di bilanciare controllo e rapidità cloud-native, soprattutto in scenari dove i carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale generativa richiedono un’integrazione stretta tra risorse edge e ambienti centralizzati.

Analizzando la dimensione aziendale, inoltre, la ricerca evidenzia che nel 2024 le grandi imprese rappresentavano il 62,3% del mercato hybrid cloud; mentre le Pmi registreranno un Cagr più elevato – 14,6% – entro il 2030.

Anche in Italia il percorso è analogo. Secondo il report dell’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, il mercato cloud 2025 raggiungerà 8,13 miliardi di euro, con una crescita del 20% sul 2024. La componente public & hybrid cloud rappresenta il motore principale (+21%, 5,83 miliardi). L’hybrid cloud è oggi la configurazione preferita dall’87% delle grandissime aziende trend-setter, mentre il multi-cloud rimane stabile al 59%.

In questo scenario, il tema non è più “andare in cloud”, ma progettare architetture ibride governabili, sicure, sostenibili e pronte per workload data-intensive e AI-ready. È qui che si inserisce il percorso di Quanture, che dal 1° novembre 2025 ha raggiunto il livello HPE Platinum Partner, la fascia più alta del programma di canale HPE, nelle aree Hybrid Cloud, Storage e Compute.

HPE-Quanture: una partnership strategica e di lungo periodo

Quanture è una società di consulenza IT che ha costruito il proprio posizionamento attorno a infrastrutture avanzate, soluzioni hybrid cloud, data protection, business continuity e managed service. Il passaggio allo status di HPE Platinum Partner è l’esito di una strategia di lungo periodo e di una relazione di canale consolidata con Hewlett Packard Enterprise: una partnership strutturata fondata su competenze certificate e obiettivi condivisi.

Questo riconoscimento colloca Quanture nel gruppo ristretto dei partner HPE Platinum in Italia, riservata ai soggetti che non solo soddisfano requisiti quantitativi – in termini di fatturato e numero di specialisti certificati – ma dimostrano anche la capacità di tradurre la strategia HPE in risultati concreti per il cliente finale.

Come racconta Simone PonzoniCeo di Quanture, “determinazione e costanza sono stati i fattori chiave che ci hanno permesso di raggiungere il livello Platinum nella partnership con HPE”. Il percorso, spiega, è nato da una scelta precisa di posizionamento: rappresentare sul territorio un partner capace di portare “valore, competenza ed efficacia alle aziende”, non solo tecnologia. È in questa prospettiva che Ponzoni definisce il livello Platinum non come un traguardo definitivo, ma “un nuovo inizio che ci darà la possibilità di essere ancora più efficaci nel dare valore, nel modo in cui progettiamo e forniamo soluzioni ai clienti”. 

Competenze certificate in hybrid cloud, storage e compute

Al centro del programma HPE Platinum Partner ci sono le competenze. Lo sottolinea Paolo Delgrosso, Italy Channel Sales Director di Hewlett Packard Enterprise Italia, ricordando come il portafoglio HPE si sia evoluto nel tempo: non più solo hardware, ma una componente software estesa, piattaforme come HPE Morpheus, soluzioni di data protection e disaster recovery come HPE Zerto, servizi edge-to-cloud e modelli IT as a Service. 

Paolo Delgrosso, Italy Channel Sales Director Hewlett Packard Enterprise Italia

In questo scenario, osserva Delgrosso, “c’è bisogno di competenze tecnologiche molto profonde: il partner Platinum è al vertice della piramide; le competenze sono al centro e sono necessarie per tenere insieme ampiezza di portafoglio e concretezza delle soluzioni”. Alla soglia di fatturato e al numero di persone tecniche si aggiungono esami, certificazioni e, soprattutto, la capacità di “capire come applicare la strategia HPE alle soluzioni per il cliente, affrontando temi come migrazioni, gestione del day-by-day, continuità dei servizi”.

Quanture si colloca proprio in questo perimetro, con competenze certificate su hybrid cloud, storage e compute e una forte specializzazione su continuità operativa, data resilience e servizi gestiti. Per Ponzoni, la differenza risiede nel livello di integrazione del lavoro con il vendor: la collaborazione con i team HPE è diventata “quasi naturale”, tanto che oggi l’azienda può contare su percorsi di formazione, accesso alle competenze e risposte tecniche molto più rapidi, da riversare immediatamente sui progetti dei clienti.

L’unico Partner Platinum HPE in Emilia-Romagna: il valore della prossimità

Quanture è ad oggi l’unica azienda Partner HPE con certificazione Platinum con headquarter in Emilia-Romagna. Questa caratteristica territoriale non è solo un elemento identitario, ma un fattore strategico: la regione rappresenta uno dei principali motori industriali del Paese, con filiere fortemente internazionalizzate nei settori manifatturiero, automotive, meccatronico e logistico. Per HPE è fondamentale affiancare interlocutori che uniscano la conoscenza del portafoglio tecnologico a una solida comprensione del contesto locale.

Delgrosso ricorda come in Italia operino migliaia di partner, ma solo una decina appartengano alla categoria Platinum, e come il vero elemento distintivo sia la capacità di coniugare competenze tecnologiche e conoscenza del cliente. In territori ad alto Pil come l’Emilia-Romagna, questo significa comprendere a fondo “perché il cliente decide di andare in una certa direzione” e aiutarlo a disegnare un percorso evolutivo coerente. 

Il radicamento sul territorio non si traduce quindi in un ruolo di semplice rivenditore di zona. Ponzoni chiarisce che Quanture non si riconosce nel modello del partner che si limita a vendere tecnologia HPE: l’identità dell’azienda è quella di un soggetto che ha costruito nel tempo un patrimonio di competenze e integrazione “fatto di tanti passi”, che si combina per offrire “un risultato finale al cliente robusto e concreto”.

Accanto alla dimensione tecnologica, Quanture rivendica con forza le proprie radici locali e la scelta di investire in un team strutturato di professionisti. In un territorio come quello emiliano-romagnolo, dove l’identità delle imprese è strettamente legata alla capacità di fare e innovare, la presenza di un partner HPE Platinum con oltre cento persone dedicate assume un significato particolare: continuità, vicinanza, capacità di seguire il cliente lungo l’intero ciclo di vita delle infrastrutture.

Responsabilità condivisa, fiducia e visione culturale

Questa prossimità si traduce anche in una responsabilità condivisa sul piano culturale ed etico. Delgrosso sottolinea come l’innovazione tecnologica debba procedere insieme alla trasparenza verso dipendenti, partner e utenti, e come la vera innovazione consista nel costruire attorno all’azienda un sistema capace di garantire sicurezza e continuità di business.

In questo senso, HPE e partner come Quanture svolgono un lavoro di accompagnamento presso i clienti finali, utilizzando anche strumenti software di assessment per misurare la maturità e il livello di esposizione dei sistemi informativi. L’obiettivo è aiutare le imprese a passare da un approccio puramente difensivo, centrato sulla sola protezione del dato, a una strategia più ampia e proattiva basata su resilienza e competitività.

Garantire infrastrutture ibride scalabili e sostenibili

Dal punto di vista tecnologico, il cuore della collaborazione tra Quanture e HPE è nelle soluzioni hybrid cloud e nelle architetture edge-to-cloud. Negli ultimi anni HPE ha rafforzato in modo significativo la propria offerta con HPE GreenLake e con una suite CloudOps che integra strumenti come OpsRamp, HPE Morpheus e HPE Zerto per fornire alle aziende un modello operativo coerente su ambienti on-premise, edge e multi-cloud, con funzionalità di automazione, FinOps e monitoraggio della sostenibilità.

Quanture assume in questo quadro il ruolo di orchestratore tra tecnologia e business. Per Ponzoni, “l’hybrid cloud è una realtà da molti anni”: da tempo il 100% delle progettualità viene “disegnato con questo concetto in mente”, sfruttando la partnership con HPE per portare soluzioni che combinano governance dei dati, performance e sicurezza, anche in scenari distribuiti su più piattaforme.

Guardando avanti, il CEO evidenzia come nei prossimi anni i nuovi data center dovranno essere pronti a erogare servizi con funzionalità di GenAI, e come su questo terreno si aprano sfide importanti in termini di data governance, distribuzione dei carichi fra piattaforme differenti – con citazione esplicita di tecnologie come Morpheus – e gestione degli hypervisor, un tema che “non può essere trascurato”. La visione lungimirante di HPE, osserva Ponzoni, consente a Quanture di aiutare le aziende a gestire questa complessità, mantenendo un equilibrio fra innovazione e controllo.

Data service e continuità operativa: una collaborazione in evoluzione

Uno degli ambiti in cui la collaborazione si è approfondita è quello della business continuity. In un contesto dove la disponibilità del dato e dei servizi è direttamente collegata alla competitività delle imprese, le soluzioni di disaster recovery assumono una rilevanza strategica.

Quanture lavora su architetture che sfruttano le tecnologie HPE per orchestrare il ripristino dei workload in ambienti hybrid cloud, riducendo il downtime e garantendo coerenza dei dati. Non si tratta, nelle parole di Ponzoni, di “mettere semplicemente in campo una piattaforma”, ma di costruire “un percorso che garantisca continuità di business anche negli scenari più complessi, con tempi di ripristino chiari e condivisi con il cliente”.

Quando si parla di continuità operativa e di business continuity, sottolinea Ponzoni, l’obiettivo è fornire ai clienti “la garanzia di ottenere il risultato nei tempi e nei modi previsti”, con livelli di servizio chiari e misurabili.

Allo stesso tempo, la partnership HPE Platinum assicura a Hewlett Packard Enterprise la presenza di “competenze e professionalità solide sul territorio”, in grado di rappresentare adeguatamente la strategia del vendor nell’ecosistema locale.

Delgrosso collega questa visione alla roadmap di HPE verso soluzioni edge-to-cloud e servizi IT as a Service: l’obiettivo, sintetizza, è quello di avere “un’IT che funziona”, in cui un’azienda come Quanture garantisca non solo il funzionamento tecnico delle infrastrutture, ma anche la continuità del business e la capacità di far percepire l’IT “non come un costo, ma come un valore aggiunto che permette di accelerare”.

La visione condivisa: innovazione, competenza e profittabilità

Nel definire il ruolo dei partner Platinum, Delgrosso parla di una triade fatta di innovazione, competenza e profittabilità. Ai requisiti numerici – fatturato, risorse tecniche, certificazioni – deve corrispondere, come detto, la capacità di costruire soluzioni che abbiano un senso per il cliente, di affrontare migrazioni complesse, di gestire le esigenze quotidiane delle infrastrutture.

Molte aziende, spiega, si rivolgono a partner come Quanture perché non possono investire internamente in grandi team IT: cercano un interlocutore che non si limiti a vendere, ma “che sappia consigliare e aiutare a disegnare il futuro dell’utente”.

È anche per questo che HPE parla di una “partnership a tre” – vendor, partner, cliente – nella quale la fiducia reciproca è un elemento cardine. La differenza, sottolinea, “la fanno le persone e la relazione tra aziende”: trust, trasparenza, attenzione all’etica.

Sul fronte dell’innovazione, Ponzoni indica chiaramente l’intelligenza artificiale come uno dei driver principali dei prossimi anni. L’azienda sta investendo in modo significativo per costruire competenze interne dedicate all’AI avviando “Quanture AI”, che il Ceo definisce “progetto e sogno da realizzare”: l’obiettivo è fare in modo che in ogni iniziativa infrastrutturale ci sia la possibilità per il cliente di evolvere con strumenti di GenAI, considerati ormai imprescindibili. In prospettiva, questa evoluzione sta passando anche dalla creazione di una realtà specializzata, Quanture AI, capace di affiancare le imprese nei temi di architettura dati, uso dell’AI, governance e scalabilità, valorizzando anche la roadmap di HPE in ambito AI e le partnership con player tecnologici di riferimento.

Articolo realizzato in collaborazione con Quanture

guest

0 Commenti
Più recenti
Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti

Articoli correlati