Il panorama tecnologico globale sta attraversando una fase di transizione fondamentale, spostando l’attenzione da strumenti di supporto individuale a sistemi capaci di gestire la complessità a livello sistemico. Come emerge da un recente confronto tra i vertici di NTT Data, in particolare attraverso le riflessioni condivise dal CEO del Gruppo Yutaka Sasaki e dal CEO di NTT Data Inc. Abhijit Dubey, il paradigma dell’intelligenza artificiale sta evolvendo rapidamente. Se una fase iniziale è stata dominata da strumenti di assistenza che hanno agito come compagni di lavoro per il singolo utente, l’orientamento attuale punta con decisione verso l’integrazione della Agentic AI.
Questa evoluzione non rappresenta un semplice aggiornamento tecnico, ma un cambiamento di visione strategica che mira a riscrivere le fondamenta della produttività aziendale, puntando a risultati concreti e misurabili attraverso l’autonomia operativa.
Indice degli argomenti
Il passaggio strategico: dall’assistenza personale all’autonomia operativa
L’adozione delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale ha vissuto un momento di grande popolarità grazie a soluzioni focalizzate sul miglioramento delle prestazioni dei singoli lavoratori. Yutaka Sasaki osserva come, in un periodo recente, l’attenzione si sia concentrata su strumenti che hanno effettivamente incrementato la produttività personale. Tuttavia, la visione di NTT Data suggerisce che il potenziale più profondo della tecnologia debba ancora essere pienamente sprigionato su scala collettiva.
Secondo Sasaki, l’attuale fase evolutiva è caratterizzata dall’introduzione dell’Agentic AI. Il salto di qualità risiede nel passaggio da un’assistenza passiva a una capacità proattiva delle macchine di agire come agenti organizzativi. L’obiettivo dichiarato è quello di introdurre questi agenti per migliorare drasticamente la produttività dell’intera organizzazione. Non si tratta più soltanto di supportare l’impiegato nella stesura di un documento o nella sintesi di un’informazione, ma di implementare sistemi in grado di ridurre i costi operativi e realizzare risultati di business tangibili per l’azienda nel suo complesso.
I numeri del cambiamento: l’impatto della GenAI sulla C-Suite
L’urgenza di questo cambiamento è supportata da dati numerici significativi derivanti da ricerche condotte su scala globale. Abhijit Dubey riferisce che un’indagine effettuata su circa 3.000 decisori in tutto il mondo ha delineato un quadro di estrema determinazione da parte dei vertici aziendali. Le statistiche indicano che la fase di sperimentazione superficiale è ormai superata. Dubey afferma con chiarezza che «il periodo del gioco con la GenAI è finito».
Oggi, il 97% dei dirigenti della C-Suite è convinto che l’intelligenza artificiale generativa avrà un impatto materiale sul business. Questa convinzione si traduce in un impegno finanziario concreto: il 99% dei leader aziendali prevede di aumentare gli investimenti in questa tecnologia rispetto ai periodi precedenti. Questi dati sottolineano come l’integrazione della Agentic AI sia diventata una priorità assoluta per chi detiene la responsabilità decisionale nelle grandi organizzazioni.
Verso un modello di “responsibility by design”
Nonostante l’entusiasmo per le potenzialità della tecnologia, emerge una sfida culturale e operativa che Dubey definisce come il “responsibility chasm”, ovvero un divario di responsabilità. Le opinioni all’interno dei board aziendali appaiono frammentate riguardo a come procedere:
- un terzo dei dirigenti tende a dare priorità assoluta all’innovazione.
- Un terzo preferisce concentrarsi sulla responsabilità e sulla gestione dei rischi.
- Un terzo cerca attivamente un equilibrio tra queste due istanze.
Un dato particolarmente interessante rilevato da NTT Data riguarda la correlazione tra questo equilibrio e le performance economiche. Dubey sottolinea che «le aziende che ottengono le migliori prestazioni in termini di crescita e redditività sono proprio quelle che cercano l’equilibrio» tra innovazione e responsabilità. Per colmare questo divario, la strategia proposta è quella di un approccio definito “responsible by design”.
Questo significa che l’agentic AI non deve essere solo potente, ma deve nascere rispettando criteri rigorosi: deve essere fidata, etica, democratizzata, sostenibile, sicura, privata, equa e inclusiva.
Agentic AI e la trasformazione dei processi verticali
Il vero valore economico dell’intelligenza artificiale sta cambiando natura. Se in passato l’attenzione era rivolta a task “orizzontali” e generiche – come lo sviluppo di software, la migrazione di codice legacy, la gestione dei contact center o l’uso di assistenti personali – il futuro prossimo vede uno spostamento verso il cuore pulsante delle aziende.
Abhijit Dubey evidenzia come il valore reale si manifesterà quando sarà possibile dispiegare quello che definisce uno «sciame di agenti» per ripensare integralmente i processi di core business. Questi processi sono per natura verticali e specifici per ogni dominio industriale. L’adozione della agentic AI permette quindi di andare oltre le funzioni di supporto comuni a tutte le aziende, entrando nel merito delle operazioni che definiscono l’essenza stessa di un’impresa.
Gli “sciami di agenti” nella produzione e nella supply chain
L’impatto di questa evoluzione è particolarmente evidente in settori complessi come il manifatturiero. Dubey pone un interrogativo strategico: «Se sei un’azienda manifatturiera, come puoi usare l’agentic AI per trasformare davvero la tua fabbrica o l’intera catena di fornitura?».
In questo scenario, gli agenti intelligenti non lavorano isolati, ma collaborano per ottimizzare flussi produttivi e logistici che in precedenza erano gestiti in modo frammentato. È proprio in questa trasformazione dei processi core che si prevede risieda il maggiore impatto economico per le imprese.
Il mercato e i clienti stanno già convergendo verso questo modello di operatività avanzata.
I pilastri per un’adozione efficace in azienda
Per tradurre questa visione in realtà operativa, Yutaka Sasaki delinea una strategia strutturata su tre punti fondamentali che le organizzazioni devono affrontare per integrare con successo l’agentic AI:
- Educazione dei dipendenti: è essenziale formare il personale affinché sia in grado di interagire e gestire queste nuove tecnologie.
- Sviluppo di piattaforme dedicate: non basta la tecnologia astratta, serve stabilire e sviluppare infrastrutture solide su cui far operare gli agenti.
- Investimenti in progetti pilota (PoC): NTT Data ha stanziato budget specifici per sostenere progetti di proof of concept con i clienti più avanzati.
Questo approccio pratico consente di testare l’efficacia dell’agentic AI in scenari reali prima di una distribuzione su larga scala. L’obiettivo finale, come indicato da Sasaki, è quello di arrivare a fornire servizi ufficiali e strutturati che permettano alle aziende di compiere il salto definitivo verso un’organizzazione guidata da agenti intelligenti.
L’integrazione di queste tecnologie richiede dunque un impegno che va oltre il semplice acquisto di software. Richiede una revisione dei processi, un impegno etico costante e una visione che metta la produttività organizzativa al centro della trasformazione digitale.
Come suggerito dai leader di NTT Data, la strada per il successo risiede nella capacità di unire l’audacia tecnologica dell’Agentic AI con una rigorosa responsabilità progettuale.






