Competenze multicloud nel futuro del canale di Nutanix

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Competenze multicloud nel futuro del canale di Nutanix



Il multicloud costringe il canale a confrontarsi con nuovi interlocutori. Nutanix punta a creare o a cercare nuove figure “cloud native”. E per l’SMB crea pacchetti standard di Cloud Bundle

Loris Frezzato

17 Apr 2020


Un canale selezionato di partner con alte e specifiche competenze cloud, di ogni cloud, di multicloud, per preparare il mercato ai vantaggi di scelte flessibili. È quanto sta preparando Nutanix, intervenendo sul proprio network di system integrator per abilitarli alle trasformazioni digitali sulle quali si sta concentrando l’attenzione delle aziende. Progetti innovativi incentrati sulle diverse sfaccettature del cloud, del multicloud, fattori abilitanti di quel business agile che sempre più è richiesto, complici anche i nuovi paradigmi tecnologici imposti e promossi dall’attuale emergenza sanitaria.

Si tratta di un percorso di specializzazione del canale che il vendor ha già intrapreso, e che punta da un lato a fare crescere alcuni importanti operatori, stimolandoli nella creazione di divisioni dedicate al cloud e alla cultura dei dati, promuovendone l’ingaggio di data scentist o cloud specialist. Su un altro fronte, invece, l’intenzione è prendere contatti con nuove realtà, cloud native, che abbiano già nel DNA il concetto dell’innovazione attraverso il digitale.

Il percorso verso il multicloud del canale Nutanix

«Un percorso che ovviamente l’emergenza che ha imposto il distanziamento sociale e il blocco di alcune delle attività, ha in qualche modo rallentato – commenta Massimo Collu, Director of Channel Sud Europa di Nutanix -, ma che la crescente propensione allo smart working può, per contro, contribuire a promuovere, rappresentando un esempio concreto di quanto le tecnologie oggi possano essere efficienti per il business».

Massimo Collu, Director of Channel Sud Europa di Nutanix

E ancora di più lo saranno domani, una volta metabolizzato l’insegnamento che questa emergenza ci avrà lasciato, portando molto probabilmente lo smart working all’interno delle strategie aziendali future.

 

Un momento per monitorare come cambiano i comportamenti dei clienti

«Per i partner, in questo momento, diventa fondamentale capire come stanno cambiando i comportamenti dei clienti e come dovranno loro stessi cambiare – osserva Collu -, in maniera permanente, al di là del picco di urgenza. Al termine dell’emergenza avranno a che fare con aziende che, pianificando i propri investimenti, non si faranno trovare spiazzate come adesso, che si sono trovate a correre ai ripari in maniera non strutturata. Nel frattempo, i clienti avranno già cambiato le proprie abitudini, saranno già portati a lavorare in maniera diversa che nel passato, usando strumenti e piattaforme di comunicazione e collaborazione, videocall. E i partner devono e possono farsi trovare pronti a rispondere alle esigenze dei clienti. Anche attraverso le nostre tecnologie».

 

Dall’Hyperconverged infrastructure alla convergenza dei cloud nel multicloud

Se la pandemia è un evento temporaneo, è ormai assodato che comporterà dei cambiamenti che saranno permanenti. Tra l’altro utilizzando tecnologie che erano già presenti, ma sottoutilizzate rispetto alle loro potenzialità. Si tratta di un’evoluzione delle esigenze che era già iniziata tempo fa, con una crescente richiesta di iperconverged infrastructure che ha rappresentato un punto di partenza che oggi sta risultando nell’iperconvergenza dei cloud.

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Di cloud ce ne sono di tanti tipi, tra private cloud, public cloud, hybrid cloud, edge cloud e nel giro di qualche mese ci si attende una vera e propria convergenza dei cloud, sulla quale Nutanix si sta preparando con delle soluzioni tecnologiche, in previsione di un sistema che decida in maniera autonoma dove far girare i workload, spostando tra public o private cloud a seconda delle esigenze, anche temporali.

 

Con il multicloud cambiano gli interlocutori. Servono linguaggi nuovi

Una situazione in cui il livello di complessità sarà, ovviamente, più elevato, e il canale si dovrà adeguare e preparare. «Il nostro è un canale molto competente, che però deriva tradizionalmente dal mondo dell’infrastruttura – ammette Collu -. Man mano che il concetto di trasparenza del multicloud diventerà più diffuso, i partner dovranno interagire anche con figure diverse da quelle dell’infrastruttura, con degli specialisti del cloud con i quali non si parlerà di infrastruttura fisica, ma di dove sono e dove collocare i workload, quali ambienti sono i migliori e come ottimizzare l’uso dei vari cloud. Per quello stiamo iniziando a preparare i nostri partner a essere pronti».

Nutanix intende, quindi, identificare quali sono i partner che sono in grado di aprire una divisione separata dedicata al cloud, oppure andare a pescare nell’ecosistema dei provider, per trovare partner nuovi. «Di questi ultimi ce ne basta avere due per country, partner “born in the cloud” che possano instaurare conversazioni diverse con interlocutori diversi all’interno delle aziende» asserisce il channel director.

 

Fast Track e Cloud Bundle, le iniziative di Nutanix per il canale

Tra le iniziative più a breve termine indirizzate al canale e ai clienti, invece, Nutanix sta proponendo Fast Track, che riguarda la subscription di Frame, particolarmente utile nell’urgenza di avere sistemi VDI in questo periodo di emergenza. In pratica, vengono messe online delle VDM nel giro di un’ora, in attesa che poi, più avanti, arrivi l’hardware.

Altra iniziativa è poi il Nutanix Cloud Bundle, che consente di creare delle soluzioni per le aziende SMB combinando “moduli” standard, di diverse dimensioni, evitando di passare per lunghe e complesse personalizzazioni. Sono quindi state create 3 versioni delle soluzioni Cloud Nutanix, basic, standard e advanced, per 3 taglie diverse: piccolo medio e large. Questo consente di abbinare la versione che più si adatta alle esigenze e caratteristiche del cliente, accelerando sensibilmente il ciclo di vendita.