Sinthera sposa la logica dei container e mira alla Data Center Automation

Verso il target enterprise

Sinthera sposa la logica dei container e mira alla Data Center Automation



La svolta verso il software defined ha cambiato l’approccio di system integration tradizionale di Sinthera. L’evoluzione dell’azienda descritta da uno dei fondatori Alessandro Gatti punta dritta verso la gestione automatizzata dell’infrastruttura

Loris Frezzato

17 Giu 2020


L’infrastruttura cambia e si differenzia sempre di più dai modelli tradizionali a cui fino a oggi eravamo abituati. L’evoluzione, cui ha contribuito fortemente il cloud computing, che ne segna attualmente il passo, sta seguendo un processo che porta l’infrastruttura stessa a essere interpretata con le logiche del software defined e a guardare a un futuro in cui i container rappresenteranno il nuovo paradigma, sul quale l’organizzazione aziendale dovrà adeguarsi attraverso un processo di modernizzazione degli applicativi.

Un percorso, questo, intrapreso già da qualche tempo da Sinthera, system integrator con sedi a Reggio Emilia, Padova e Udine, nato nel 2012 dalla condivisione di competenze da tre diverse realtà del canale italiano, ognuna focalizzata su ambiti specifici: datacenter, networking e workspace.

Alessandro Gatti, Chief Business Officer di Sinthera

«Questi sono stati i tre ambiti su cui inizialmente si è concentrata Sinthera, nata da un’operazione di fusione delle aziende, di fatto unendo le forze e iniziando un processo di accrescimento e scambio reciproco delle competenze sui diversi ambiti che singolarmente le caratterizzavano – ricorda Alessandro Gatti, Chief Business Officer di Sinthera -. Un approccio al mercato che, con l’aumento della pervasività del cloud, si è via via spostato verso un modello software defined».

 

La svolta verso i container: si va verso la Data Center Automation

Da qui la decisione di Sinthera di intraprendere un percorso verso le logiche e le tecnologie della containerizzazione. Una scelta piuttosto impegnativa, anche nei termini di riorganizzazione delle proprie competenze interne, comportando nuove attività per supportare i processi di ammodernamento applicativo e realizzare nuove piattaforme orientandole all’ottica dei container. «Uno sforzo consapevole, mosso dalla convinzione che questa fosse la strada giusta – riprende Gatti -, e i dati ce lo stanno confermando: chiunque oggi si trovi a dover riscrivere applicativi deve adottare questa modalità di architettura a microservizi, in modo da garantire cicli di rilascio brevi, veloci e frequenti, in grado di scalare su piattaforme distribuite, on premise, on cloud, pubblico, o privato che sia».

 

Una focalizzazione che enfatizza il ruolo di consulenza sul tema container

Una svolta strategica del proprio business che per Sinthera sta comportando un aumento consistente delle attività di consulenza e di servizi, alzando, di conseguenza, il livello dimensionale e di complessità dei propri clienti, approcciando realtà di livello enterprise, più consone delle PMI al modello container. Per il system integrator significa quindi riequilibrare le proprie attività, riducendo la componente di vendita e implementazione di Data Center on premise per aumentare, per contro, le attività di management, di disegno e progettazione di piattaforme di gestione dei container.

WHITEPAPER
Data warehouse nel cloud. Come affrontare con successo il percorso di modernizzazione?
Big Data
Cloud

Riequilibrio che ha interessato ovviamente anche la parte tecnologica, attivando, due anni fa, una partnership con Red Hat per dare copertura con Openshift e Ansible alle tematiche dei container  e di automation, sull’altro fronte, intensificare la collaborazione esistente con VMware, attraverso la certificazione sulla piattaforma per container PKS (Pivotal Container Service) e adesso TANZU Kubernetes Grid «in modo da poter dare risposte ai clienti indipendentemente dalle proprie scelte architetturali» commenta Gatti.

 

L’avvicinamento a un target Enterprise

Un approccio, quindi, che segue unicamente le esigenze del cliente a prescindere dai brand, che ne valorizza il ruolo consulenziale e che ultimamente ha permesso a Sinthera di prendere contatti con aziende molto significative in termini di dimensioni, complessità e di visibilità sul mercato, proprio in virtù delle competenze acquisite sulle tematiche legate alla containerizzazione. «Clienti che difficilmente avremmo potuto approcciare con soluzioni di data center tradizionale – ammette -, i cui aspetti sono già coperti da tempo da altri fornitori. Mentre proporre un nuovo approccio con un metodo innovativo ci sta dando visibilità ed enormi soddisfazioni presso le grandi aziende, principalmente nel mondo del Finance. Aziende che hanno bisogno di riscrivere tutte le piattaforme in ottica multicanalità e che vedono il proprio business minato dai nuovi sistemi di pagamento digitale. Questi devono riscrivere le applicazioni, rimodulare la loro organizzazione, e avere ciclo di rilasci velocissimi».

 

VDI, networking e Data Center tradizionale per le medie aziende

Sulle medie aziende, invece, le attività sono più orientate agli ambiti tradizionali di Sinthera, ossia smart working, Data Center e networking. Con un percorso verso il cloud che, come osserva Gatti: «Non è ancora, anche culturalmente, concluso. Spesso, infatti, i criteri di investimento di queste aziende, rimangono orientati al costo/performance, difficilmente applicabile direttamente al cloud. Queste non hanno le stesse esigenze delle aziende enterprise di scalabilità di potenza computazionale o di storage per fare fronte a picchi temporali o per il rilascio di applicazioni o servizi, e non godrebbero in maniera così diretta e visibile dei benefici del cloud. In ogni caso anche per loro la tendenza sarà quella di avere un cloud ibrido, mantenendo lo stretto necessario on premise e spostare il resto sul cloud».

 

Un team per concretizzare il futuro sui business attuali

Trasversale alle diverse anime di Sinthera è poi l’attività di un team di persone che studia le tendenze e gli effetti delle nuove tecnologie digitali per poi concretizzarle negli ambiti su cui l’azienda è operativa. La containerizzazione e il software defined sono i temi su cui la focalizzazione è particolarmente alta al momento, con la prospettiva che in capo a pochi anni la logica del container sarà comune. «Al pari della virtualizzazione oggi – è convinto Gatti – e proprio su questa prospettiva ci stiamo preparando, coinvolgendo anche componenti di Intelligenza Artificiale per il data management e per la gestione di una infrastruttura che sarà sempre più automatizzata, prevedendo in maniera automatica le risorse necessarie, le modalità di provisioning e i costi».