intervista

Rossi (WindTre): “Il 5G deve partire dalle esigenze delle imprese”


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Dalla connettività ai servizi digitali: Gabriele Rossi, head of B2B & Wholesale technology services di WindTre, racconta le sfide di investimento per le telco, i tempi di adozione del 5G, le differenze tra reti private e slicing e le applicazioni nella logistica, nella sanità e nei trasporti

Pubblicato il 28 set 2026



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Gabriele Rossi Windtre -
Gabriele Rossi, head of B2B & Wholesale technology services WindTre




Accompagnare la trasformazione digitale di imprese e pubbliche amministrazioni significa progettare reti capaci di sostenere nuovi servizi, proteggerli e aggiornarli nel tempo. Ma per un operatore l’investimento nell’infrastruttura spesso precede la domanda effettiva. È uno dei capisaldi su cui si fonda l’attività di WindTre, come spiega a TechCompany Gabriele Rossi, head of B2B & Wholesale technology services dell’azienda. La struttura diretta da Rossi lavora a contatto con la forza vendita per progettare e adattare i servizi destinati ai clienti business, wholesale e alla pubblica amministrazione. Clienti che, specifica, hanno bisogno di “una certa ingegnerizzazione dedicata caso per caso”.

Dalla connettività alla piattaforma per i servizi digitali

Come cambia il ruolo di una telco quando le aziende chiedono automazione, gestione dei dati e continuità operativa? Per Rossi l’operatore deve allargare il perimetro dei servizi, mantenendo la rete come base tecnica della proposta. “Dobbiamo passare da uno scenario di connectivity provider a uno in cui siamo dei digital enabler”, dice. L’obiettivo è offrire alle organizzazioni “una piattaforma che sia un abilitatore per sviluppare tutto quello che è automazione e digitalizzazione”, con un’attenzione costante alla cybersecurity e alla sovranità digitale, intesa anche come gestione e localizzazione dei dati.

L’evoluzione, però, richiede risorse. L’operatore deve mantenere gli impianti esistenti, aggiornare software e apparati, e valutare lo spostamento di alcune applicazioni nel cloud. A questi interventi si aggiungono gli adeguamenti richiesti dalle norme sulla sicurezza e dalle scelte relative ai fornitori tecnologici.

C’è poi una difficoltà legata ai tempi del mercato. Gli operatori devono preparare infrastrutture e servizi prima che la domanda sia consolidata. Così finisce per formarsi un divario tra disponibilità della tecnologia e adozione da parte delle imprese. Per Rossi, il principale ostacolo emerge quando “l’investimento nella rete viene valutato da solo, senza un progetto che specifichi quali processi cambieranno”.

Perché serve una visione di medio-lungo periodo

Cosa fare, dunque? Le aziende hanno bisogno di “una pianificazione nel tempo, nel medio lungo periodo, che non sia esclusivamente incentrata sul ritorno di investimento solo dell’infrastruttura telco”. Se si guarda unicamente al costo della rete, il conto è difficile da sostenere. È in questo quadro che WindTre ha deciso di investire nel 5G Standalone.

Porti e connettività: la “potenza di fuoco” del 5G

Il primo esempio citato dall’head of B2B & Wholesale technology services riguarda la logistica portuale. Nei terminal i container metallici si spostano continuamente, modificando gli ostacoli alla propagazione del segnale; i mezzi, intanto, devono restare collegati mentre percorrono aree estese. Una rete Wi-Fi può incontrare limiti sia nella copertura sia nella gestione della connessione in movimento.

“I porti o gli interporti partono da una necessità già presente: avere una connettività che sia resiliente e utilizzabile senza interruzione all’interno di aree complesse”, spiega il manager. Il 5G consente il passaggio tra celle mantenendo il servizio; una volta realizzata la rete, le imprese possono trasferirvi le applicazioni esistenti e svilupparne di nuove, sfruttando capacità di trasmissione e latenza adatte alle attività operative”.

Senza dimenticare che la connettività va protetta lungo tutta la catena, dalle componenti della rete ai dispositivi utilizzati sul campo. “I device, i sensori, i terminali che si muovono all’interno di questo contesto sono la frontiera esposta”, sottolinea Rossi. Per affrontare questi aspetti WindTre collabora, nei progetti per imprese e Pa, con la propria società di cybersecurity RAD.

Rete privata o 5G standalone: due risposte a esigenze diverse

La distinzione tecnologica diventa concreta quando cambiano dimensioni e capacità di spesa del cliente. Rossi cita il terminal PSA di Genova, dove WindTre ha una rete mobile privata in esercizio con componenti dedicate. Il progetto richiede però un investimento iniziale che può essere difficile da affrontare per realtà più piccole.

“Lì c’è una private network infrastrutturata, che comprende una core network, le sue sim e le sue antenne. Alcuni porti di dimensioni inferiori possono avere necessità simili, ma spesso hanno difficoltà a impostare un investimento su un’infrastruttura”.

Qui entra in gioco il 5G standalone sulla rete pubblica. Attraverso il network slicing, una parte delle risorse della rete viene destinata a un cliente o a una specifica applicazione, secondo requisiti di prestazione definiti. “Potremmo dire, per fare un esempio molto semplice, che ritagliamo una fettina della nostra rete per dedicarla al cliente” chiarisce Rossi. In questo modo “il cliente non ha un’infrastruttura ma un servizio, e quindi può pagare solo quello”.

Dai porti agli ospedali: quali progetti sono operativi

La presenza di una rete affidabile permette di automatizzare passaggi che prima richiedevano controlli manuali. Al porto di Salerno, Rossi cita lo Smart access: il sistema legge la targa del camion e il codice del container, verifica che l’accesso sia autorizzato nel software del porto e apre la sbarra.

“I servizi IoT sono proprio quelli che poi vanno a giustificare l’investimento”, osserva. Nel caso dello Smart Access, spiega, il controllo “è un’operazione che, prima, doveva fare una persona fisica, fermando il camion e verificando i dati, oggi invece è un’automazione”.

Anche la sanità offre applicazioni, con maturità differenti. Rossi racconta che WindTre ha realizzato per Infratel due reti private, una per l’ospedale Niguarda di Milano e una per un ospedale di Trento, legate ai servizi previsti per i giochi invernali. Consentono al personale sanitario di accedere attraverso la rete privata alle banche dati e agli applicativi dei rispettivi territori. Sono progetti realizzati e in esercizio, come la rete del terminal PSA di Genova.

Diverso è il caso di una connessione tra ambulanza e pronto soccorso testata durante un concerto a Napoli. Qui WindTre ha impiegato lo slicing per dedicare risorse alla comunicazione sanitaria in presenza di un grande afflusso di persone. Una sperimentazione che ha dimostrato come si possa dare priorità a un collegamento quando la rete pubblica è molto sollecitata.

Rossi descrive anche una prova di trasmissione video da una telecamera mobile in un autodromo con circa 90 mila spettatori. Le risorse riservate tramite slicing hanno consentito di mantenere il collegamento durante l’evento, nonostante l’elevata concentrazione di utenti sulla rete.

Un’altra applicazione riguarda i portali stradali a messaggio variabile, sui quali possono trovarsi anche telecamere e sensori: la connessione radio può evitare, nei siti in cui risulta complesso, di portare la fibra fino all’impianto.

L’accesso delle Pmi e la scelta dei fornitori

Il servizio sulla rete pubblica può rendere le funzioni avanzate del 5G economicamente accessibili anche alle aziende che non intendono costruire un’infrastruttura dedicata. Non significa che esista una soluzione unica: nelle installazioni più complesse una rete privata e uno slice possono essere utilizzati insieme.

“Lo slicing permette alle Pmi di andare su una soluzione che è a servizio invece che infrastrutturata, ma non va a sostituirla, si aggiunge dove il progetto richiede entrambe le forme di connettività”.

Al centro c’è sempre il rapporto con il cliente prima della scelta tecnologica. Per Rossi l’operatore deve comprendere i processi aziendali e costruire un percorso di consulenza che lasci all’impresa la possibilità di scegliere i fornitori. Un esempio calzante riguarda la robotica: prima si individuano le attività da automatizzare e la tipologia di robot adatta, poi si possono valutare più produttori e, se utile, una piattaforma software comune per gestire macchine differenti.

In ultima analisi, quello che conta è definire anzitutto un problema operativo e i risultati attesi, poi scegliere rete, applicazioni e servizi di sicurezza. Per le telco la sfida è investire abbastanza presto da rendere possibili questi progetti, per le imprese è costruire casi d’uso capaci di trasformare la connettività in un beneficio concreto.

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