Ci sono imprenditori che danno vita a un’azienda partendo da un business plan e altri che trovano la spinta iniziale in forze più semplici e radicali: l’energia e la convinzione che nessuna sfida sia impossibile, se sostenuta da dedizione, continuità e dalla volontà di migliorarsi, senza “mollare mai di un centimetro”.
Con questo entusiasmo Simone Ponzoni, co-founder e CEO di Quanture, ha trasformato un’intuizione in un risultato: un’idea nata quasi per caso, al tavolo di un bar del modenese con tre amici, è diventata un’azienda di consulenza IT da 24 milioni di euro di fatturato e 85 collaboratori.
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Dalle origini all’intuizione
La tecnologia non rientra nel percorso di studi di Simone Ponzoni, ma è un interesse coltivato a livello personale, in un mercato allora ancora lontano dalla maturità attuale. Gli esordi in un piccolo Internet provider di provincia sono il primo banco di prova, seguiti da alcuni anni in una società di consulenza IT focalizzata sulle realtà locali.
Nel 2010, non ancora trentenne, Ponzoni matura l’intuizione di dare vita a un modello d’impresa diverso: più strutturato, pensato per supportare aziende medio-grandi. L’idea nasce da una frustrazione costruttiva: la sensazione che si potesse fare di più e che l’IT potesse avere un ruolo più profondo nei processi aziendali.
“Ho iniziato a pensare che ci fosse spazio per un approccio diverso: lavorare con clienti che, grazie alla tecnologia, volessero e potessero costruire una prospettiva di crescita importante”, racconta Simone. “Lo proposi all’azienda per cui lavoravo, ma non venni ascoltato”. Da lì la scintilla: coinvolge l’amico di sempre Matteo Manelli, oggi CFO e co-founder, e il collega Simone Pilo, ora vicepresidente e co-founder, e l’idea inizia a prendere forma.
L’avvio è essenziale: pochi mezzi, un piccolo ufficio, un cartone usato come scrivania. Ma in quei mesi si consolida un metodo destinato a restare coerente nel tempo: pensare in grande fin dall’inizio e avanzare un passo alla volta.
“Non c’erano clienti, non c’erano stipendi, ma una strategia che cominciava a delinearsi. L’ingranaggio iniziava a muoversi”. A quell’entusiasmo si affiancano sacrifici personali che Simone Ponzoni racconta senza enfasi, come parte di un investimento necessario: giornate lunghe, distanza dalle amicizie, spazi privati ridotti.
Cultura, valori e leadership
Nel percorso di crescita di Quanture, la costruzione della cultura interna è stata una conseguenza naturale di come l’azienda si è formata. Un approccio che nel tempo è diventato un asset distintivo: fare la cosa giusta, con buon senso.
E se la comunanza di valori è ciò che orienta il modo in cui un’organizzazione agisce ogni giorno, la leadership è il meccanismo che rende quei valori praticabili. In Quanture questa dinamica poggia su un rapporto di fiducia e su ruoli complementari tra i membri del consiglio di amministrazione.
“Tra noi c’è un ottimo rapporto: la nostra grande forza è la coesione – aggiunge Simone Ponzoni -. Nelle scelte strategiche mi sento sempre sostenuto, anche quando nell’immediato non è chiaro il significato di una decisione. La condivisione è fondamentale: oltre ad avere una strategia chiara, è importante trasmettere l’approccio corretto: responsabilità, partecipazione, determinazione. È così che il valore genera altro valore, dentro l’azienda e nei confronti dei clienti, coinvolgendo e orientando le persone. In questo modo, non c’è sfida che non si possa vincere!”.
Strategia e trasformazioni: la crescita passa dalla delega
A questa architettura si affianca la traiettoria che Ponzoni immagina per la prossima evoluzione di Quanture: far crescere in azienda i manager di domani. “Vogliamo creare un ambiente in cui le persone si sentano seguite, valorizzate e possano esprimere al meglio il proprio potenziale”, evidenzia. Per lui, infatti, la vera accelerazione sul mercato dipenderà dalla solidità organizzativa, portando a maturità un modello di leadership diffusa. “Abbiamo obiettivi ambiziosi e vorrei che la società crescesse e si autoalimentasse”.
È un’idea di futuro coerente con il metodo che lo accompagna fin dall’inizio: visione, ordine, concretezza. La direzione è chiara: trasformare la delega in prassi quotidiana e, su questa base, affrontare le prossime tappe di sviluppo. “Non ho l’ambizione di essere presente in ogni processo decisionale o gestionale: l’organigramma è ampio e vorrei che le persone potessero muoversi in autonomia, con consapevolezza e competenze. Stiamo portando a compimento un percorso avviato anni fa: formazione, affiancamento, responsabilizzazione”.
Una mentalità che, quando incontra il mercato, traduce i principi in scelte di posizionamento. È su questo terreno che, qualche anno fa, Quanture ha ridefinito se stessa: fino al 2022, infatti, la società si chiamava Netmind e il rebranding è stato il passaggio con cui Simone Ponzoni ha riallineato l’impresa all’ambizione originaria: portare la digitalizzazione nel segmento corporate.
“È una cicatrice ancora viva, non è stata una scelta facile. Ma venivamo percepiti come un’azienda professionale e competente ma piccola come dimensioni e fatturato, anche se da tempo non lo eravamo più – ricorda -. “Da qui la necessità di rimetterci in discussione e di spiegarlo a clienti, vendor e anche all’interno: non tutti lo hanno capito subito, ci sono stati scetticismo e frustrazione. Oggi però posso dire che è stata la decisione giusta”.
La stessa logica guida anche l’avvicinamento all’intelligenza artificiale: prima si costruisce il “motore”, poi si aumenta la velocità.
Da Netmind a Quanture.ai
“Abbiamo scelto di dotarci di skill specifici e comprovati, insieme alla struttura necessaria per accompagnare i clienti con consulenza e progettualità concrete, fino a un risultato”.
È così che, pochi mesi fa, è nata Quanture.AI. Per farlo, Simone Ponzoni ha imboccato una strada industriale, con l’ingresso nel capitale di un partner di sviluppo con cui collaborava da tempo. “Abbiamo acquisito il 20% di Fertec, avviando un percorso strategico di collaborazione che si svilupperà nei prossimi cinque anni: l’obiettivo è costruire insieme una divisione dedicata, con competenze verticali e fortemente specializzate”.
Ritmi ed equilibrio personale
La trasformazione di Quanture restituisce anche il profilo di un leader capace di rilanciare senza perdere stabilità come espressione di un equilibrio personale costruito nel tempo, fatto di disciplina quotidiana e di spazi di recupero che mantengono la lucidità necessaria a guidare un’organizzazione in crescita.
“Per me il lavoro è massima concentrazione. Alle sette del mattino sono già in ufficio e ci resto fino alle sette e mezza di sera: devo elaborare, produrre, essere funzionale a tutto ciò che succede in azienda. È un livello di intensità importante, ma necessario per tenere il passo – racconta –. Ma appena torno a casa, con le mie figlie e la famiglia, il lavoro finisce e mi ricarico”.
C’è anche una passione che per anni ha custodito in silenzio e che oggi riconosce come uno dei modi più autentici per ritrovare energia: il cinema, per la sua capacità di generare emozioni. “Cerco di ritagliarmi tempo per coltivarlo e di andare a letto sereno, chiudendo mentalmente ciò che ho aperto”, racconta Simone.
Negli ultimi mesi, poi, ha aggiunto un’altra abitudine, all’alba: la corsa, con l’obiettivo di arrivare a una maratona.
In questo intreccio tra intensità e recupero si riflette la stessa logica che guida la sua visione imprenditoriale: l’equilibrio non è un lusso, ma una condizione di lavoro. È ciò che consente di reggere il cambiamento e di governare la crescita. Perché per Simone Ponzoni, come nello sport, conta saper ascoltare il proprio passo e capire quando accelerare.








