La crescita di Relatech guidata dalle competenze innovative

intervista

La crescita di Relatech guidata dalle competenze



Relatech ha basato la propria crescita su sviluppo e acquisizione di skill innovativi: Blockchain, Cyber Security, Artificial Intelligence e IoT sono nel cuore dell’offerta. E pone grandi aspettative dalla quotazione in Borsa

Loris Frezzato

27 Gen 2020


Pasquale Lambardi, fondatore e CEO di Relatech.

L’innovazione non può attendere. Una volta che le aziende arrivano alla consapevolezza che è necessario adottare nuovi modelli di business basati sulle nuove tecnologie digitali per affrontare le nuove sfide del mercato, non si può perdere tempo. Diventa così mandatorio affidarsi a Tech Company dinamiche e con il pensiero digitale già ben collocato nel proprio patrimonio genetico. Caratteristiche, queste, che appartengono a Relatech, società di Milano che si connota sul mercato come DigitalSolution Company che fornisce soluzioni digitali innovative a supporto della trasformazione digitale per le aziende.

«Relatech Digital Solution Company, che si propone come punto di riferimento e di eccellenza per tutte le aziende che vedono nella Digital Innovation il motore del loro business futuro. , Modello che ci consente di instaurare con i nostri clienti vere e proprie partnership che ci permettano poi di innovare, insieme, il loro processo di business.» spiega Pasquale Lambardi, fondatore e CEO di Relatech.

RePlatform, l’acceleratore di Relatech per l’innovazione

Un processo che Relatech rende possibile attraverso la propria piattaforma digitale RePlatform, che viene proposta come un vero e proprio acceleratore per la realizzazione di soluzioni innovative, verticalizzate e personalizzate su diversi settori, che abbracciano principalmente quattro famiglie tecnologiche: dalla Digital Customer Experience, all’area dell’Intelligenza Artificiale, quella della Sicurezza e Blockchain fino all’IoT.

Pasquale Lambardi, fondatore e CEO di Relatech.

Il risultato è un portfolio di soluzioni end to end che comprende tutti i processi di business, a partire dal ciclo di vita delle vendite fino alla gestione degli approvvigionamenti e l’intera supply chain.

Ricerca e sviluppo si traducono in soluzioni concrete

Si tratta di un percorso tecnologico sul quale Relatech sta fortemente investendo in ricerca e sviluppo. Un’attività che è portata avanti da un team di innovazione che integra ricercatori interni con spin-off universitari, i cui argomenti vengono poi tradotti concretamente nelle soluzioni realizzate dall’azienda, la quale a oggi conta oltre 200 persone allocate nelle sue quattro sedi di Milano, Genova, Napoli e Rende, in provincia di Cosenza.

L’evoluzione di Relatech ha l’innovazione nel DNA

La storia di Relatech ha inizio nel 2001, caratterizzata fin da subito per avere una forte componente di innovazione già all’interno della propria value proposition. «I due principali driver di crescita che fin dall’inizio ci hanno guidato, sono sempre stati l’innovazione tecnologica delle nostre soluzioni e l’essere volutamente svincolati dai singoli settori – puntualizza Lambardi -. Non abbiamo mai avuto, infatti, un preciso settore di riferimento, e a oggi i nostri clienti spaziano dal Farmaceutico al Bancario, alle Telco, Assicurazioni, Retail o al Fashion, Trasporti, Industry 4.0, con clienti di dimensioni medio-grandi. Anche se ultimamente la nostra forte componente di innovazione sta stimolando l’interesse da parte di startup e piccole aziende, che sull’innovazione intendono basare i loro sviluppi futuri».

Risale, invece, al 2007 l’inizio della fase di costruzione dell’Ecosistema Relatech. Inizialmente attraverso accordi con il mondo universitario, che hanno portato all’acquisizione di Ithea   al 100%, nata come  spin-off dell’Università della Calabria, oggi rappresenta il laboratorio di ricerca e sviluppo dell’intero Gruppo. Altre partnership sono, poi, quelle instaurate con i grandi vendor internazionali, quali IBM «sulla quale abbiamo costruito un’importante proposizione basata proprio sulle nuove tecnologie, con soluzioni orientate sul Cloud IBM e sull’Intelligenza Artificiale Watson».

La crescita attraverso partnership e acquisizioni

Dal 2016, poi, l’ulteriore fase di crescita del Gruppo, attraverso acquisizioni di competenze e di piccole aziende che hanno contribuito all’aumento dei ricavi. «In contemporanea, abbiamo poi preso la decisione di presentare  sul mercato alcune nostre verticalizzazioni di RePlatform , come la soluzione di Artificial Intelligence per la customer engagement ReZone   rivolta al mondo Retail, a cui  IBM ha assegnato il premio internazionale Beacon Award 2019 come migliore soluzione di Artificial Intelligence  per la customer engagement . Questo riconoscimento ci sta spingendo a realizzare ulteriori soluzioni, basando su RePlatform tutto il business model di Relatech, su cui orientare anche la scelta per eventuali acquisizioni future» – riprende il CEO.

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Una strategia di espansione che ha quindi portato Relatech alla decisione, nel giugno 2019 , di quotarsi in borsa su AIM Italia, con l’obiettivo di accelerare la crescita e di agevolare quel ruolo di Digital Solution Company per l’innovazione digitale  anche attraverso la propria struttura di ricerca e sviluppo, anticipando le tendenze del mercato con tecnologie innovative e concrete. Un’accelerazione che seguirà comunque il business model già impostato da Relatech, perseguendo la crescita per linee interne e l’introduzione di nuove soluzioni e nuove competenze per linee esterne attraverso acquisizioni.

Un Gruppo alimentato dalle competenze

A oggi il Gruppo si compone di società di cui Relatech detiene il 100% delle quote, con Ithea che, dicevamo, rappresenta il vero e proprio centro di competenza del Gruppo, mentre Relatech Consulting si occupa di business process management per i clienti, contribuendo con le proprie certificazioni Microsoft e Oracle all’offerta digitale. Di OKT, invece, Relatech detiene il 51%, lasciando il restante delle quote a docenti universitari, a garanzia di un alto contributo al know-how scientifico e di ricerca interno al Gruppo, utile all’arricchimento delle soluzioni di Cybersecurity e di Blockchain, oltre a elementi di Intelligenza Artificiale e machine learning, per i quali vengono coinvolti diversi ambienti di ricerca universitari da tutta la Penisola.

Relatech si arricchisce di certificazioni per mantenere neutralità di proposizione

Diversi, invece, i criteri di scelta per le acquisizioni. Innanzitutto, vi è l’esigenza di aumentare il portafoglio clienti, consolidando la presenza su alcuni mercati che Relatech intende ora presidiare maggiormente , come quelli delle Telco, delle Utilities o del Food. Un ulteriore driver che orienterà le scelte nelle acquisizioni sarà, invece, dettato dalle certificazioni e dalle partnership tecnologiche che le diverse aziende hanno in atto, che consentirà a Relatech di portarsi in casa certificazioni e competenze sulle tecnologie di brand internazionali, ampliando le possibilità di integrazione delle loro tecnologie sugli asset di sviluppo di Relatech.

«L’intenzione è di proporci sempre di più come partner di soluzioni vendor-neutral e disponibile, quindi, all’integrazione di più tecnologie, secondo le diverse esigenze dei clienti» dice Lambardi.

La quotazione in Borsa dà forza e riconoscibilità alla crescita di Relatech

Le aree su cui è concentrata l’attività di ricerca e Sviluppo di Relatech comprendono la Blockchain, su cui è impegnato un team di risorse importanti tra OKT e Ithea, mentre altre soluzioni innovative sono state realizzate sui temi dell’Industria 4.0 e della manutenzione predittiva, altro mercato molto promettente, o in ambito agrifood, presidiato dall’azienda attraverso una soluzione verticale.

Progetti ambiziosi da affrontare con le spalle larghe, attraverso piani di crescita che non stravolgessero il business model di Relatech.

«Avremmo potuto puntare alla crescita anche con il supporto bancario, vista la solidità dell’azienda, oppure rivolgerci a fondi, con il rischio, però, di sollevare problemi di governance – commenta Lambardi -. Abbiamo infine optato per la Borsa, ritenendolo uno strumento interessante, sia dal punto di vista finanziario sia da quello dell’immagine sul mercato, convinti che l’operazione possa enfatizzare la qualità e il nostro nuovo approccio al mercato. Senza trascurare l’effetto di introdurre una cultura finanziaria per la governance anche all’interno dell’azienda stessa, portandoci a innalzare il nostro livello organizzativo».

E i primi risultati, proprio dal punto di vista dell’immagine, si sono già visti. Anche solo per il fatto di essere diventati attrattivi nei casi di acquisizione, con un appeal diverso rispetto al passato. «Il risultato è che al momento abbiamo diverse aziende in timeline su cui valutare un’eventuale acquisizione. Non aziende in vendita, ma realtà che vogliano diventare vere partner di crescita comune e che siano coinvolte nel progetto complessivo. Aziende che vogliano crescere e condividere reciproche competenze con noi» conclude Lambardi.