Parlare con Giovanni Baruffini, co‑fondatore e guida storica di Niuma, società specializzata nella digitalizzazione dei processi di acquisto e con una divisione dedicata alla consulenza, trasmette una sensazione di calma. È una combinazione di ottimismo e misura che racconta molto del suo modo di essere imprenditore.
La sua energia orientata al progresso, l’inclinazione all’ascolto e l’idea che un’impresa si costruisca mettendo le persone nelle condizioni di esprimere il meglio di sé hanno segnato l’identità di Niuma fin dall’inizio, quando a inizio anni Duemila il mercato del procurement era ancora agli albori.
A guidare la visione di Giovanni è il modo in cui intende la responsabilità: “È un principio che mi accompagna da sempre: osservare, cercare di capire le persone con cui si lavora e riconoscere il valore che portano. Per me la leadership nasce da questo, dalla disponibilità ad apprendere e dal rispetto per le competenze degli altri, perché nessun percorso costruito nel tempo si regge su un’unica persona”.
Un approccio che lo ha orientato anche nel decidere il passaggio di Niuma dentro una realtà più ampia: Credemtel, società tecnologica del Gruppo Credem, che negli anni ha ampliato il proprio ruolo nella digitalizzazione dei processi documentali, della gestione dei flussi del ciclo passivo e dell’automazione del rapporto con la filiera.
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Una visione che prepara il cambiamento
Per raccontare la visione di leadership con cui ha guidato Niuma, e che lo ha portato all’operazione di vendita, Giovanni torna agli anni pre‑imprenditoriali, quelli della sua esperienza dirigenziale in IBM, anni che considera decisivi, tanto sul piano professionale quanto su quello umano. “Ho avuto la possibilità di apprendere molto più della dimensione tecnica: mi sono formato in un ambiente che promuoveva una cultura manageriale avanzata, in cui la gestione delle persone si basava sul coinvolgimento e sulla valorizzazione delle loro capacità. Era un contesto in cui potevo osservare da vicino professionisti di grande livello, da cui trarre ispirazione e con cui confrontarmi ogni giorno”.
Quell’esperienza gli trasmette pragmatismo, attenzione ai processi e un metodo fondato sull’osservazione e sull’apprendimento continuo; elementi diventati poi centrali nel suo percorso imprenditoriale. La spinta a mettersi in gioco arriva quando, ormai cinquantenne, sente che è il momento di trasformare ciò che ha imparato in qualcosa di proprio, nonostante le perplessità di chi lo circondava.
Nasce così il progetto condiviso con due soci, destinato a diventare Niuma.
L’analisi come punto di partenza
La nascita di Niuma si giova di un tratto caratterizzante di Giovanni: la disciplina nell’analisi. “Non abbiamo lesinato sul tempo necessario per capire esattamente la strada da percorrere. Un’analisi affrettata porta quasi sempre a errori pesanti. Abbiamo preferito mettere a fuoco il progetto prima di partire, anche se voleva dire rallentare l’avvio dell’azienda”.
Le difficoltà iniziali non mancano, soprattutto nel trovare persone con il profilo giusto disposte a credere in una realtà appena nata. La costruzione della squadra richiede tempo, dialogo e una chiarezza totale sugli obiettivi. “Ho dedicato molte energie a spiegare la nostra visione e a coinvolgere persone che avessero il desiderio di mettersi in gioco, di avere un ruolo da protagonisti e di condividere un modo di lavorare basato sul rispetto e sul contributo personale”.
Nei primi anni, Niuma opera nella consulenza: una scelta utile per costruire credibilità e generare i primi ricavi. Ma non è questo l’obiettivo di Giovanni. “L’intenzione era quella di trovare un ambito in cui creare un prodotto nostro, un’area che avesse un potenziale reale e che fosse compatibile con le risorse che potevamo mettere in campo”.
L’occasione arriva grazie al confronto con alcuni manager di ADACI, l’Associazione Italiana Acquisti e Supply Management. “Ci ha colpito la loro volontà di elevare la cultura professionale degli acquisitori, far capire alle aziende che la funzione acquisti poteva diventare strategica”.
Il mercato, però, è acerbo e la maturità tecnologica scarsa, ma proprio questo apre spazio a Niuma. “Era una scommessa, certo, ma per noi l’unico modo per costruire soluzioni che avessero solidità e prospettiva”.
In questo percorso, il contributo dei clienti diventa decisivo: non cercano un pacchetto preconfigurato, ma un partner. “Per noi il progetto non finisce quando si attiva la piattaforma: è lì che inizia. Perché in produzione emergono esigenze nuove, richieste di ottimizzazione, situazioni che vanno seguite passo passo”.
La collaborazione con il Politecnico di Milano
Con il tempo la squadra cresce, così come la complessità dei processi da digitalizzare. Niuma arriva a coinvolgere circa 35 persone, oltre a una rete di collaborazioni strategiche. “Tra queste – specifica Giovanni – quella con il Politecnico di Milano, che ci ha permesso di introdurre l’intelligenza artificiale nelle nostre piattaforme già diversi anni fa, perché per noi era importante aiutare concretamente i clienti. Volevamo far emergere informazioni, anticipare situazioni critiche, dare strumenti che rendessero il processo più efficace, senza stravolgere il ruolo delle persone”.
Dal crescere al far crescere: Credemtel
La visione di Giovanni Baruffini rappresenta la chiave per comprendere anche la scelta di cedere il ramo e‑procurement di Niuma a Credemtel, un passaggio completato a marzo 2026 e affrontato come un’evoluzione del percorso dell’azienda. La domanda che si pone è come garantire futuro, continuità e opportunità di crescita a un progetto nato piccolo e diventato, negli anni, un riferimento per molte realtà italiane.
Negli ultimi anni, infatti, il settore del procurement digitale ha richiesto investimenti significativi, capacità di scalare e un’organizzazione in grado di sostenere processi complessi. In questo scenario l’incontro con Credemtel si rivela un tassello decisivo.
La società del Gruppo Credem stava lavorando per costruire un polo dedicato alla gestione delle filiere, unendo tecnologie digitali, automazione dei flussi documentali, servizi finanziari per la supply chain e una visione industriale rivolta alle aziende medio‑grandi.

“Dal mio incontro con Giancarlo Caroli, direttore generale della Società – spiega Baruffini -, mi ha colpito la chiarezza della visione industriale di Credemtel: un progetto concreto, con investimenti reali e un percorso pensato per consolidare competenze, non un’operazione tattica, ma coerente, con capacità di integrazione e volontà di costruire qualcosa per il lungo periodo”.
Il dialogo per prendere decisioni consapevoli
Per Giovanni, la scelta riguarda soprattutto la squadra che ha accompagnato Niuma negli anni, la cultura costruita nel tempo, le competenze sviluppate progetto dopo progetto. “Ho sempre pensato che un imprenditore debba garantire prospettive, non solo risultati – racconta -. Con Credemtel ho visto la possibilità di trovare spazio in un progetto più ampio, in cui il lavoro fatto negli anni possa continuare e svilupparsi con più risorse e opportunità”.
Affronta così, in prima persona, una due diligence lunga e approfondita, con lo stesso approccio pratico che ha guidato tutta la sua carriera. “Nei momenti complessi”, riflette, “il dialogo è sempre stato il modo migliore per prendere decisioni consapevoli. Parlare con le persone, condividere ciò che si vede e ciò che si teme, aiuta a gestire lo stress e a ragionare con più chiarezza. La verità è un elemento che, nel tempo, costruisce fiducia. E senza fiducia non c’è relazione, non c’è progetto, non c’è futuro”.








