Come tutelare i diritti di proprietà intellettuale delle PMI nella UE

Tutelare i diritti di proprietà intellettuale, ecco perché alle PMI conviene



Uno studio europeo appena pubblicato dimostra che proteggere la proprietà intellettuale ha un impatto positivo sulle piccole e medie imprese in termini di immagine e di profitto economico. Un’opportunità che le aziende tech devono prendere sul serio

di Redazione

30 Set 2022


Alle aziende, tutelare i diritti di proprietà intellettuale conviene. E non soltanto a quelle di grandi dimensioni, come si potrebbe supporre, ma anche alle piccole e medie imprese. Tra queste, le tech company sono quelle che più di altre hanno l’esigenza di proteggersi poiché la proprietà intellettuale costituisce un asset fondamentale del loro core business. La convenienza nella registrazione dei diritti di proprietà intellettuale la si ricava da un’indagine appena pubblicata a cura dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) tramite l’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale. La ricerca, che prende il nome di Scheda di valutazione sulle PMI e la proprietà intellettuale, si basa sui dati raccolti da un campione di 8.372 PMI presenti nei 27 Stati membri e mostra che solo il 10% risulta titolare di diritti di proprietà intellettuale registrati come marchi, disegni, modelli e brevetti nazionali ed europei. Indice del fatto che ancora un’ampia maggioranza di questa tipologia di organizzazioni, che rappresenta il 99% di tutte le imprese dell’UE e dà lavoro a circa 100 milioni di persone, probabilmente non sa come sfruttare al meglio le proprie risorse intellettuali o dove trovare assistenza per sviluppare le proprie strategie di proprietà intellettuale. Al contrario, le piccole e medie imprese che a oggi sono riuscite nell’intento, ne hanno tratto grande beneficio.

I benefici della registrazione della proprietà intellettuale

La scheda di valutazione delle PMI per il 2022 indica che il 93% di PMI con diritti di proprietà intellettuale registrati ha rilevato un impatto positivo sulla propria attività. In particolare, gli intervistati hanno evidenziato un miglioramento sia della reputazione o dell’immagine (60%) sia delle prospettive commerciali a lungo termine. Inoltre, un terzo (36%) del campione tra i titolari di diritti di proprietà intellettuale ha affermato di aver ottenuto un profitto economico grazie ai diritti registrati. A monte, tra i motivi che spingono alla registrazione al primo posto c’è la convinzione che i diritti di proprietà intellettuale aiutino a prevenire la contraffazione (66%), seguita dalla certezza che aumentino il valore e l’immagine dell’impresa (65%) e dalla garanzia di una maggior certezza del diritto (63%). La mancata registrazione, invece, si fonda sull’idea che non ci sia alcun vantaggio aggiuntivo nel 35% delle PMI che hanno deciso di non farla. Altre motivazioni addotte sono che le proprie risorse intellettuali non siano sufficientemente innovative per la registrazione, che non si abbia una conoscenza adeguata in materia o che non si posseggano i requisiti di registrazione. Per questo Christian Archambeau, direttore esecutivo dell’EUIPO, ha sottolineato l’importanza di “garantire che le PMI siano consapevoli dei vantaggi derivanti dalla protezione della loro innovazione e creatività”.

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Il rischio delle violazioni e gli strumenti offerti dalla UE

Archambeau ha ricordato anche che esistono degli strumenti e dei partner “per fornire sostegno finanziario e consulenza in modo che ogni PMI che crea proprietà intellettuale possa essere protetta dalle violazioni nel modo più semplice ed economico possibile”. In effetti, il rischio delle violazioni non va sottovalutato. Lo studio dell’EUIPO esamina fra l’altro quante sono state quelle subite dalle PMI e il modo in cui sono state affrontate. Tra le piccole e medie imprese titolari di un diritto di proprietà intellettuale registrato, il 15% ha subito delle violazioni, il più delle volte riguardante i marchi, con una conseguente perdita di fatturato e di reputazione. Quasi tutte le piccole e medie imprese hanno intrapreso azioni per far rispettare i propri diritti, in particolare attraverso trattative dirette. In assenza della registrazione, questo non sarebbe stato possibile. Tra gli strumenti di sostegno più immediati, esiste il fondo per le PMI. Istituito a seguito della pandemia e tuttora in corso, è un regime di sovvenzioni che offre assistenza finanziaria per le domande di marchi, disegni, modelli e brevetti, nonché per il sostegno personalizzato in materia di proprietà intellettuale. Da quando è stata avviato, sono quasi 30 mila le imprese nell’UE che ne hanno beneficiato. Per quanti desiderassero avvalersene, è bene sapere che sarà attivo fino al 16 dicembre 2022.

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