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A WPC 2022 tre giorni per costruire le competenze che servono alla digitalizzazione del Paese



Dal 17 al 19 ottobre a Milano torna WPC, la tre giorni dedicata alla formazione di tecnici, ingegneri del software, solution architect per acquisire nuove competenze sulle tecnologie Microsoft. Opportunità importanti per gli ISV

Maria Teresa Della Mura

09 Set 2022


Sono due gli appuntamenti clou per l’ecosistema dei partner e clienti Microsoft.
Dal 17 al 19 ottobre prossimi si svolgerà infatti l’edizione 2022 di WPC, l’appuntamento annuale dedicato alla formazione professionale sulle tecnologie Microsoft, mentre il 17 novembre apre le porte MADE in DIGITALY, giornata di lavoro dedicata all’esplorazione e all’approfondimento delle opportunità aperte dalla trasformazione digitale per una innovazione dell’intero sistema Paese, come per altro previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Due appuntamenti importanti, propedeutici, se vogliamo, per affrontare l’ultima parte dell’anno e per gettare le basi per il prossimo. E dunque, non a caso, giocati sui temi caldi al centro dell’attenzione e delle strategie di Microsoft.
Ne abbiamo parlato con Matteo Mille, Chief Marketing and Operations Officer della società in Italia.

L’innovazione che serve alla crescita del sistema Paese

“Parliamo di una innovazione che definisce modelli di crescita – spiega Mille -. Non a caso abbiamo posto un forte accento sulla sostenibilità e sulla necessità di creare modelli di business sostenibili nel lungo periodo, secondo logiche di trasparenza e responsabilità che attraversano intere filiere. Un modello nel quale il digitale non sia semplicemente un abilitatore alla sostenibilità, ma sia integrato in tutto ciò che si fa”.
Non è un caso che, accanto alla sostenibilità, i riflettori siano accesi anche sulle tematiche legate alla sicurezza, considerata centrale e imprescindibile nel quadro di ogni processo di digital transformation.
Una sicurezza che, come spiega Matteo Mille, Microsoft considera “uno sport di squadra, non solo per identificare le problematiche, ma soprattutto per avere una visione ampia e puntuale delle minacce che stanno arrivando”.
La trasformazione digitale cui punta Microsoft – e che si rispecchia nell’impianto generale del PNNR – viene vista come “l’opportunità più grande che abbiamo per guidare anche un’accelerazione economica del Paese”, ma ha bisogno di competenze diffuse.
Per questo, nel quadro delle iniziative che Microsoft mette in campo con il proprio ecosistema di partner, imprese, associazioni, Università ed enti di ricerca la formazione ha sempre un ruolo così importante.

È il momento di puntare sulle competenze: mancano 2 milioni di risorse

“Abbiamo annunciato recentemente un piano articolato di iniziative dedicate al mondo della cybersecurity, con corsi gratuiti on-line e in presenza sul territorio, rivolti alle aziende e ai partner. È un primo passo per riuscire a mettere in moto un volano virtuoso che porti a creare nell’arco dei prossimi 4-5 anni quegli oltre 2 milioni di risorse necessarie per soddisfare la domanda di digitale in Italia”.
Il tema delle competenze è centrale, come del resto dimostrano anche i risultati dello studio “Digitalizzazione e sostenibilità per la ripresa dell’Italia”, sviluppato in collaborazione con The European House Ambrosetti e presentato pochi giorni fa, in occasione del Forum a Cernobbio.
“La mancanza di una cultura digitale e di competenze interne sono le criticità che le imprese maggiormente lamentano. E di fondo, il gap che viene lamentato è di oltre 2 milioni di lavoratori: un numero enorme, soprattutto perché credo che la domanda di digitale necessaria per far crescere l’economia del nostro paese nei prossimi quattro anni sia di fatto sottostimata. E al momento il tasso di generazione delle competenze digitali non è sufficiente: bisogna veramente accelerare”.
Matteo Mille parla di un commitment molto forte da parte di Microsoft che solo nell’ultimo anno ha formato oltre 30.000 persone. Un commitment che tocca tematiche che spaziano dal Cloud, all’intelligenza Artificiale, considerata “l’elettricità dei prossimi anni”, alla Cyber Security con logiche non solo tecniche ma anche strategiche.
E in più una forte attenzione anche al grande tema della APP Innovation, che porta con sé tutte le sfide del miglioramento e dell’efficientamento delle applicazioni sviluppate.

Servono anche i formatori

C’è una chiara consapevolezza in Microsoft: la società, attraverso i suoi asset e properties è in grado di erogare formazione estesa, su diversi livelli, a partire da quella gratuita. Però se è arrivato il momento di accelerare, allora bisogna scalare: “E questo possiamo farlo solo ed esclusivamente con una collaborazione molto marcata con i partner, sia quella sessantina di realtà che hanno un rapporto diretto con noi, sia i distributori, che a loro volta hanno il compito di formare le realtà sul territorio. C’è però da dire che il mercato della formazione in Italia è decisamente frammentato e molto distribuito. Per altro sono convinto che sia un mercato che vedrà moltissimi altri attori crescere. Lavorare sulla formazione è fondamentale, perché le aziende come la nostra, con le loro sole forze potrebbero indirizzare solo grandi clienti e top partner, cosa che non ci si può proprio permettere. È una responsabilità civica sul mercato riuscire a far formazione su tutta la piramide del mercato”.

A ottobre WPC, con una ISV Plaza

È in questo scenario che dunque si inseriscono i due eventi autunnali, il primo, WPC, con una impostazione più prettamente tecnica, il secondo più orientato al mondo del business.
“WPC, che si svolge su tre giornate, il 17-18-19 ottobre, ha sessioni dedicate a tutto il portafoglio delle nostre soluzioni, dalla produttività alle business application alla collaborazione. Si parla di 80 sessioni tecniche in contemporanea e di decine di partner presenti”.
Uno spazio importante, nel quadro di WPC, è dedicato agli ISV, cui è destinato anche uno spazio dedicato: ISV PLaza.
Ed è sempre Matteo Mille che ne spiega la ragione: “Gli ISV sono probabilmente l’additivo alla benzina della crescita in Italia. I software vendor che abbiamo in Italia non hanno nulla da invidiare a quelli internazionali, stanno facendo cose eccellenti e vogliamo portarli sulle nostre piattaforme. Abbiamo deciso in WPC di dedicare uno spazio ai top ISV, top in termini di opportunità di innovazione portata al mercato”.
Per altro, in occasione di Inspire, l’appuntamento annuale dedicato all’ecosistema dei partner Microsoft , è stato annunciato ISV Success Program, “quindi un programma che supporta lo sviluppo di applicazioni ben strutturate, ad esempio anche in relazione a tematiche come il green coding, ovvero uno sviluppo applicativo che punti a un consumo di risorse limitato al massimo in una logica di sostenibilità”.
Gli ISV partner che prenderanno parte alla ISV Plaza e tutti quelli che aderiranno all’ISV Success Program possono beneficiare di 128.000 dollari in risorse per accelerare lo sviluppo del software e, così come gli altri partner della società, hanno un percorso agevolato per portare sul Marketplace di Microsoft le loro soluzioni, con reward interessanti.
“In particolare, per i partner che aderiscono al programma la fee di transazione sul marketplace è solo del 3%, e questo permette loro di crescere facendo leva sulle centinaia di migliaia di aziende che accedono al Marketplace per trovare la miglior soluzione per le loro necessità”.

A chi si rivolge WPC

Per quanto riguarda le figure indirizzate con un evento come WPC, destinatari sono principalmente figure tecniche o figure che vendono soluzioni tecniche, vale a dire business developer, solution architect e responsabile IT delle aziende italiane.
“Per le aziende è una occasione unica di passare tre giorni per fare una formazione ai dipendenti che non sarebbe possibile fare altrimenti se non con molto più effort e tempo. In tre giorni si portano a casa la formazione per i prossimi sei mesi, con i migliori tecnici e i migliori percorsi a disposizione. Di fronte al bisogno di accelerazione digitale del Paese, le aziende hanno la possibilità di differenziarsi solo se sono competenti, se comprendono non solo gli aspetti tecnici, ma l’importanza di alcune leve tecnologiche sul business”.

 

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