intervista

Cozzi (Wiit): governare il business, in velocità



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Dalla trasformazione di Wiit in player cloud europeo, quotato in Borsa, Alessandro Cozzi racconta una leadership fondata su metodo, coraggio, pragmatismo e capacità decisionale. Un approccio che unisce visione e concretezza, persone e numeri, e che trova nell’endurance, in azienda come in pista, la metafora di una velocità governata, consapevole e orientata alla distanza

Pubblicato il 4 feb 2026



Wiit
Alessandro Cozzi, founder e Ceo di Wiit

Alessandro Cozzi è un imprenditore che corre veloce. Talmente veloce che, con le sue scelte strategiche, in meno di tre decenni, ha trasformato Wiit, di cui è founder e Ceo, da startup nel mondo dei servizi gestiti a multinazionale tecnologica in ambito cloud, quotata in Borsa, con 158,6 milioni di euro di ricavi nel 2024 e circa 650 dipendenti, ormai proiettata a sfidare i principali hyperscaler sul mercato con i suoi 19 data center proprietari divisi tra Italia e Germania.

Una velocità che lo caratterizza a tutto tondo: dopo soli 4 anni dal suo debutto nel motorsport, nel 2025 è stato, infatti, incoronato campione europeo serie Endurance del Campionato Michelin Le Mans Cup, classe GT3.

Wiit

Due mondi che potrebbero apparire distanti, ma che si alimentano a vicenda. Entrambi raccontano, infatti, alcune cifre caratterizzanti di Alessandro: determinazione, coraggio, energia operativa, intraprendenza, pragmatismo, apertura alle sfide, positività, attenzione autentica alle persone e capacità di farle rendere al meglio.

Un approccio che unisce visione e concretezza, fondato su un tratto che emerge immediatamente: trasformare i problemi in opportunità, saper delegare senza rinunciare al controllo e affrontare ogni curva – reale o metaforica – con lucidità e slancio.

Wiit, tra delega e controllo

“Il prossimo giugno, Wiit compirà 30 anni e, in questo periodo, l’azienda, e anche io come imprenditore, è cambiata molto – esordisce Cozzi -. Abbiamo attraversato diverse fasi, anche di difficoltà, ma sempre con una traiettoria chiara: crescere mantenendo un livello di qualità e di servizio che risponda alle esigenze più complesse dei clienti”.

Una traiettoria che prende forma con la scelta radicale del 2005 di cambiare modello di business, in un’Italia che ancora guardava al cloud con diffidenza. È proprio allora che nasce la firma distintiva di Wiit: “non una commodity tecnologica, ma un cloud ad alto valore, progettato per imprese medio‑grandi con applicazioni mission‑critical, capace di affrontare scenari articolati e distribuiti su più Paesi”.

Una visione che, va da sé, si traduce in un ambiente aziendale dinamico, dove delega e controllo convivono in equilibrio: “Un business come il nostro è sicuramente “people intensive” e quindi è fondamentale che il team sia coeso, si senta partecipe e motivato per potersi esprimere al meglio e, allo stesso tempo, dimostri un approccio imprenditoriale. È importante poter contare sempre sui migliori talenti, affiancando delega a controllo”, afferma con naturalezza.

La sua leadership si manifesta così, in un mix di fiducia e presenza, autonomia e responsabilità, in una cultura aziendale che vede la complessità come il terreno naturale dell’eccellenza e dell’integrazione, e che ha rappresentato la base della quotazione in Borsa nel 2017 e dell’espansione internazionale dal 2020.

La quotazione come metodo

L’ingresso in Borsa rappresenta una delle scelte più significative compiute da Alessandro Cozzi nel percorso di Wiit. “Essere quotati offre un grande vantaggio, soprattutto alle piccole e medie aziende, perché rende possibile l’accesso a un capitale che difficilmente un’azienda privata può avere. Tuttavia, in Italia è una strada ancora poco perseguita, ma nel nostro mercato la dimensione aziendale non è più un’opzione, piuttosto un requisito: se non si apre al capitale, non si cresce”.

Ma lo sguardo di Cozzi va oltre il dato finanziario e guarda anche a un livello più maturo di disciplina gestionale e di processo. “La Borsa ti insegna a essere molto rapidi ed efficaci – spiega -. Ad esempio, quando compriamo un’azienda, nei primi mesi, è fondamentale mettere subito ordine, impostare una trasparenza radicale, confrontarsi con metriche e aspettative di mercato, adottare standard di reporting che trasformino l’azienda dall’interno”.

È su queste basi che Alessandro, in una girandola di viaggi e relazioni, costruisce il rapporto con gli investitori, italiani ed esteri. “Tra Europa e Stati uniti, ogni anno i meeting con gli investitori sono più di 180”, racconta. Un ritmo serrato, che richiede energia e lucidità costanti, ma che ha contribuito a rafforzare la credibilità del gruppo. A testimoniarlo è anche il successo delle recenti emissioni obbligazionarie: “Abbiamo fatto un’emissione da 215 milioni; era prevista per 150, ma la domanda è stata tale da portarci a riaprirla”. Un risultato che, conclude Cozzi con orgoglio, “è la dimostrazione della grande stima e dell’apprezzamento che il mercato riconosce all’azienda”.

Nel percorso di Wiit, la quotazione ha rappresentato esattamente questo: la possibilità di investire in infrastrutture strategiche, di sostenere un programma strutturato di acquisizioni e trasformarsi progressivamente in un player internazionale.

Oggi, infatti, WIIT è presente in Germania, mercato chiave in cui, dal 2020 a oggi, ha acquisito sette società già riconosciute a livello locale e che oggi genera oltre il 60% del fatturato. “In pieno Covid ho visto l’opportunità di fare la prima acquisizione, quando tutti mi sconsigliavano di viaggiare e portare avanti l’operazione – ricorda Cozzi –. Io, invece, non vedevo un problema, ma il vantaggio di poter concludere l’operazione a una cifra inferiore e in assenza di competitor”.

Due anni fa, poi, Wiit ha operato in Svizzera il suo primo turnaround e ora è pronta a sbarcare in Francia, mercato energeticamente vantaggioso per il business di Wiit. Il tutto, sempre mantenendo la propria coerenza culturale: fondere insieme squadre con storie, abitudini e background diversi: “Niente costellazioni di partecipate, nessun perimetro separato, bensì un solo gruppo, un team integrato, una sola maglia. Sicuramente un lavoro impegnativo, che richiede impegno ed energia, ma che porta i suoi frutti in termini di governo e qualità della gestione d’impresa”.

Il tempo e le scelte che contano

Frutti che Alessandro Cozzi racconta, sorridendo, anche con un aneddoto personale: “Le acquisizioni all’estero mi hanno permesso di imparare l’inglese e ho, pure, iniziato studiare il francese”, racconta con naturale leggerezza che esprime la sua capacità di mettersi in discussione e che torna anche nelle scelte di governance. La regola è chiara: “Io vivo serenamente le scelte e dagli errori si impara. Non è un problema sbagliare: il problema è farlo più volte». Soprattutto, «è inaccettabile nascondere gli errori». Anche perché così si va a intaccare quella che per Alessandro è la variabile fondamentale dell’essere uomo e imprenditore: il tempo, che va concentrato su ciò che sposta davvero l’ago della bilancia in azienda e a livello personale.

Fedele a questi principi, con il pragmatismo di chi misura le azioni in termini di energia e tempo da investire, Alessandro confessa che, sebbene profittevole, non ripeterebbe l’operazione di turnaround fatta in Svizzera: “È stato un banco di prova estremo: l’azienda acquisita era in perdita e dopo un solo anno generava cassa. Un successo, sì, ma ad altissimo dispendio di risorse manageriali”.

Gli investimenti futuri di Wiit

Allo stesso modo, guarda agli investimenti futuri di Wiit: “Vediamo un trend di sviluppo sull’AI, ma non ancora la crescita di cui si narra”, spiega. Per questo gli investimenti si concentrano su ciò che abilita valore, come ad esempio la costruzione di un data center in Germania con specifiche per GPU e la grande attenzione alla data sovereignty, nella consapevolezza che la dimensione aziendale oggi incide sulla competitività.

In Germania, il gruppo ha già certificato un campus Tier IV a supporto dei carichi mission‑critical e dell’evoluzione AI; un tassello che si inserisce nella strategia di Wiit di fornire servizi cloud premium fondati su infrastrutture proprietarie in Europa e su livelli di disponibilità e sicurezza del dato elevati.

Il laboratorio della lucidità

Una logica di priorità e coerenza che si riflette anche fuori dall’azienda. Accanto ai board meeting e alle acquisizioni, per Alessandro Cozzi c’è infatti la pista: uno spazio che rappresenta il vero momento di stacco dall’attività imprenditoriale. “Fin da bambino ho avuto la passione per i motori, ma solo quattro anni fa ho provato a guidare un’auto da corsa ed è stata una rivelazione: adrenalina, agonismo, spirito di competizione e di squadra – racconta -. “Un ambiente che mi permette di rilassarmi completamente: nei sei weekend all’anno che dedico a questo sport, non guardo le mail, libero la mente, recupero energia”.

È proprio qui che l’endurance diventa una palestra trasferibile anche alla guida del business: insegna a correggere in corsa, a gestire l’errore, a pensare sul lungo periodo. “Ho imparato la consistenza dei risultati – spiega Cozzi -: ciò che conta non è il giro perfetto, ma la media. Non vince chi fa uno scatto, ma chi resiste: bisogna essere i migliori sulla distanza”, spiega Cozzi, che corre come Gentlemen.

Una lezione che passa anche dall’ascolto e dal confronto con il team e dal valutare diversamente le persone: “Imparare dai coach, dai meccanici e dai piloti Pro della scuderia, motivarci a vicenda è fondamentale”, conclude.

La gestione della pressione e dell’autostima sono altri insegnamenti chiave che Alessandro Cozzi ha derivato dalla sua esperienza in GT3. “I primi anni, prima delle qualifiche, avevo la nausea”, dice ridendo. Ora quella tensione è diventata concentrazione, preparazione fisica e mentale per restare lucidi sotto il picco di stress; lo stesso atteggiamento con cui affronta un M&A o un’emissione sul mercato del debito.

In fondo, la traiettoria di Alessandro Cozzi, imprenditore, Ceo, pilota, è una sola: una velocità consapevole, governata da priorità, numeri e persone. Con la convinzione ferma che la strada si costruisce decidendo, correggendo, delegando davvero e restando al tempo stesso nel cuore dell’esecuzione. Con quell’attitudine che trasforma ogni problema in opportunità, ogni curva in un punto da cui uscire più forte, con progressione, metodo e capacità di avanzare senza perdere aderenza.

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