L’indipendenza digitale dell’Europa non può passare solo attraverso la regolamentazione, ma deve basarsi sul possesso reale delle tecnologie che muovono l’economia. Durante l’evento “Sovranità digitale: Italia ed Europa a prova di futuro“, la posizione di Veronica Leonardi, CMO e Board Member di Cyberoo, è emersa con chiarezza: limitarsi a gestire burocraticamente la dipendenza da soggetti extra UE rappresenta un rischio strategico che il continente non può più permettersi.
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Il superamento della sovranità normativa per un controllo reale degli asset
L’attuale scenario europeo è caratterizzato da un forte impegno nella costruzione di un sistema di regole e procedure per la gestione dei dati, un approccio che tuttavia Cyberoo definisce come una forma di sovranità puramente tattica o superficiale. Per l’azienda, la vera autonomia non può limitarsi alla definizione di standard burocratici, ma deve tradursi in un potere effettivo e in un controllo diretto sulle risorse digitali.
Il rischio identificato è che l’Europa continui a regolamentare una condizione di subordinazione verso contesti esterni, una dinamica che in passato ha già mostrato le sue criticità nel settore dell’approvvigionamento energetico. Secondo Cyberoo, quindi, è prioritario smettere di gestire la dipendenza da terzi e iniziare a governare i flussi tecnologici che alimentano il sistema economico interno, evitando di ritrovarsi con margini di manovra limitati dalle decisioni di potenze straniere.
La ricostruzione della filiera tecnologica domestica e dei layer infrastrutturali
L’analisi di Cyberoo si sposta sulla struttura tecnica della rete, evidenziando come l’autonomia europea sia attualmente compromessa lungo l’intera fila ISO/OSI. L’azienda rileva una preoccupante assenza di asset proprietari nei layer fondamentali: la mancanza di hardware, di hyperscaler e di software sviluppati internamente costringe il continente a poggiare i propri ecosistemi digitali quasi esclusivamente su tecnologie di natura extra UE.
Questa condizione di fragilità strutturale ha ricadute dirette sull’economia reale, dato che la digitalizzazione è ormai considerata un elemento imprescindibile e integrato nelle industrie europee. La visione aziendale suggerisce l’urgenza di invertire questa rotta per proteggere il sistema manifatturiero, che trova nei servizi digitali la propria linfa vitale e la tecnologia abilitante per il futuro.
Per Cyberoo, è dunque essenziale governare questi diversi strati per evitare i costi elevati derivanti dalla mancata differenziazione del rischio geopolitico, costruendo un’economia digitale domestica che restituisca valore all’occupazione e garantisca stabilità agli stakeholder.
La sicurezza informatica di prossimità come pilastro della resilienza europea
In un panorama dominato da una forte dipendenza tecnologica, la cybersecurity è vista da Cyberoo come la leva fondamentale per guidare la transizione verso l’autonomia digitale. Nonostante il settore sia spesso associato esclusivamente a soluzioni tecniche e acronimi complessi, l’azienda sottolinea come la componente umana rimanga l’elemento cardine della difesa. La sicurezza è infatti considerata un insieme di processi e persone che devono operare in sinergia, soprattutto quando la tecnologia, da sola, non basta a gestire l’interazione tra attori diversi durante un incidente.
Il concetto di prossimità assume quindi un valore strategico. La società evidenzia come operare con partner che condividano la stessa cultura e lingua madre sia determinante, specialmente nei momenti di forte pressione psicologica derivanti da un attacco informatico. Tale vicinanza territoriale non solo facilita la gestione delle crisi, ma favorisce anche un sistema più equo: permette alle imprese europee di confrontarsi su basi paritarie, adottando modelli logici calibrati sulle reali dimensioni e necessità del tessuto imprenditoriale locale.
La trasformazione definitiva auspicata dall’azienda passa dunque per una scelta consapevole di consumatori e imprese, chiamati a premiare i campioni tecnologici europei per consentire al sistema economico di riappropriarsi pienamente del proprio futuro.







