Ci sono imprenditori che vivono l’azienda come un viaggio: con curiosità, responsabilità e un senso di leggerezza. Enzo Maria Tieghi, chairman di ServiTecno, azienda specializzata in soluzioni, reti e sistemi dedicati al controllo e all’automazione di impianti in ambito industriale, nelle utility e nelle infrastrutture di trasporto, è sicuramente uno di loro. La sua storia nell’Information technology comincia sulle sponde del Lago Maggiore, tra i banchi del liceo scientifico, dove un insegnante lungimirante gli mostrò una porta che per lui è rimasta aperta per tutta la vita.
“Il professore di matematica insegnava anche in un istituto tecnico molto evoluto per i tempi, tra le poche scuole dotate di un computer – ricorda Enzo Maria -. Ci ha coinvolti in alcuni progetti e, in seconda superiore, ho iniziato a programmare. Anche se all’università mi sono iscritto a Economia, in famiglia ho sempre mangiato pane e termocoppie, perché mio padre e mio zio avevano un’azienda che produceva strumentazione e così ho potuto continuare a esprimere questa passione per la tecnologia innovativa, dando una mano in azienda durante gli studi”.
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La curiosità che apre strade
Una curiosità diventata presto visione, che si intreccia con la storia familiare e con le fasi dell’industria italiana nel passaggio dall’analogico al digitale. “Con l’inizio dell’era del microprocessore, era diventato più conveniente importare la strumentazione dal Giappone, e poi dagli Stati Uniti, piuttosto che produrla nel nostro Paese. Nel 1979, mio padre e mio zio, quindi, hanno deciso di chiudere l’azienda originaria e crearne altre tre, tra cui ServiTecno, inizialmente nata come società di servizi a supporto delle altre due”.
È così che, nei pc collegati alla strumentazione, appena laureato Enzo Maria coglie la chiave per ridisegnare l’automazione: “Il primo personal computer a uso industriale acquistato costava come un’automobile – sorride –. Con quell’investimento, però, ho compreso la possibilità di un’evoluzione verso sistemi di controllo basati su pc. Siamo entrati in contatto con un’azienda americana che aveva sviluppato un sistema integrato all’avanguardia e abbiamo iniziato a proporlo nel nostro Paese. Le licenze avevano un costo importante per i tempi: il primo anno ne abbiamo vendute 10, il secondo 80, fino ad arrivare, ad oggi, a diverse decine di migliaia”.
ServiTecno annovera, infatti, tra i propri clienti alcune tra le più importanti aziende manifatturiere attive in Italia, oltre ai principali system integrator e ai costruttori di macchinari e impianti che esportano in tutto il mondo.
Una storia familiare
La traiettoria professionale corre in parallelo con quella personale: a metà degli anni 80, in un momento complesso per la famiglia, Enzo Maria Tieghi, poco più che ventenne, viene chiamato a guidare ServiTecno. È una responsabilità precoce, che lui affronta con la leggerezza che lo contraddistingue e con una lucidità capace di tenere il passo, senza farsi travolgere.
“Purtroppo mia madre si ammalò e mio padre decise di dedicarsi a lei. Durante una riunione di famiglia con i miei quattro fratelli, passò a me il timone di Fasinternational, società di famiglia e a 23 anni mi ritrovai amministratore unico di un’azienda con un fatturato di quasi 3 miliardi di lire. Dal 1985 ho deciso di dedicarmi a ServiTecno, rilevando le quote di mio padre e di mio zio. A 26 avevo già due figli, tra cui Francesco, oggi Amministratore delegato. Mi sono dovuto svezzare da giovane”, racconta.

Intelligenze complementari
Per portare l’innovazione tecnologica nell’industria italiana, Enzo Maria accelera: viaggia spesso oltreoceano, studia, approfondisce, costruisce nuove competenze in ambito automazione e Computer System Validation e condivide volentieri le sue idee. E se i primi periodi non sono stati semplicissimi, complice la crisi del settore, da metà degli anni 90 ServiTecno arriva a triplicare il suo fatturato.
A sostenerne la crescita c’è anche una convinzione precisa: la forza di un’impresa sta nella complementarità delle intelligenze. Tieghi ricorda con piacere, in questo senso, il ruolo di Mauro Gualerzi, entrato in azienda dopo le dimissioni da un’azienda concorrente. “Mauro è andato in pensione da alcuni anni, ma abbiamo lavorato fianco a fianco più di vent’anni. Gli ho anche proposto di entrare in società, ma lui mi ha sempre detto: ‘Non ci dormirei la notte. Tu sei il capo-branco, quello che ha la visione e decide da che parte bisogna andare, io faccio il capotreno: ti seguo e faccio in modo che il convoglio resti sulle rotaie’”.
Nacque, così, una leadership a più livelli che in ServiTecno prosegue ancora oggi: con la supervisione di Enzo Maria, il timone è affidato a Francesco Tieghi e Mario Testino (il COO, direttore operativo), copiloti che condividono la guida della società, dopo la scelta di aprirla a quattro collaboratori chiave per la gestione aziendale, in linea con un’impostazione fondata su co-responsabilità, gentilezza, cura delle persone, affidabilità e serenità.
L’intuizione sull’OT security
Una serenità che non è venuta meno nemmeno nei passaggi più complessi, quando Enzo Maria ha attraversato periodi non semplici o in cui le sue idee visionarie, pur essendo vincenti, non sono state immediatamente recepite dal mercato. È il caso, all’inizio degli anni 2000, della cybersecurity operazionale per il mondo industriale (OT), ambito in cui ServiTecno è attiva.
“In Italia quasi nessuno ne parlava ancora – spiega -. Ho seguito diversi corsi negli Stati Uniti, settimane di full immersion, entrando anche in comitati internazionali. Nel 2004 abbiamo iniziato a occuparcene direttamente, nel 2007 siamo entrati a far parte del Clusit e abbiamo scritto il primo manuale in italiano per la sicurezza dei sistemi industriali con Plc e Scada. Ne abbiamo discusso con i nostri clienti e in molti convegni: ai tempi, ci hanno seguito in pochi, poi l’idea è maturata ed oggi tutti ne parlano.”. Un altro momento complesso si è presentato verso il 2008-9, quando anche ServiTecno ha scontato la crisi globale: “Ma abbiamo saputo risollevarci e rafforzarci e negli ultimi dieci anni siamo cresciuti e migliorati molto, maturando coscienza di quello che siamo”.
Realismo e futuro
E, parlando di mercato, la lettura di Enzo Maria è insieme realista e proattiva. La convergenza tra IT e OT impone nuovi modelli di business, oltre a ritmi e orizzonti temporali differenti. “È difficile che in ambiente industriale avvengano cambiamenti repentini – riflette -, ma è fondamentale restare vigili e attivare un monitoraggio costante, perché l’evoluzione non si ferma. Oggi, ad esempio, anche i progetti in ambito operazionale richiedono un confronto con l’IT: cambia la proposta tecnologica e cambiano gli interlocutori. Noi distribuivamo licenze d’uso perpetue, adesso predominano logiche pay‑per‑use, quindi il modello SaaS diventa preponderante. Nel passaggio da Capex a Opex capiremo come si adatterà il nostro modo di essere e come risponderà il mercato. Cambia anche la mappa dei vendor, tra aggregazioni e fusioni; il confine tra IT e OT è meno definito e la visione d’insieme conta. ServiTecno è un’azienda ancora di stampo familiare mentre i nostri concorrenti sono giganti. Abbiamo ricevuto diverse proposte di acquisizione, ma noi, pur tenendo sempre la porta aperta, continuiamo a navigare sulla nostra rotta, senza dare per scontato nulla, facendo bene quello che sappiamo fare e approcciandoci al mercato in modo etico”.
La cura delle persone
Per fare le cose bene, ServiTecno può contare su una squadra fedelissima: “Per noi etica e correttezza sono fondamentali, nei rapporti verso l’esterno e al nostro interno. Preferiamo agire con rispetto anziché imporci. Siamo un’azienda di 15 persone, ma ben strutturata, con un turnover di persone molto basso”.
Una frase che Enzo Maria ha consegnato al figlio come bussola, poco tempo dopo il suo ingresso in azienda, restituisce con semplicità il cuore di questa impostazione valoriale: “Ricordo perfettamente che mi disse – si inserisce nella chiacchierata Francesco -: ‘Ti è chiaro cosa facciamo noi in azienda? Vogliamo fare star bene 15 famiglie’. In tre secondi mi ha spiegato il suo concetto di imprenditorialità: fare impresa prendendosi cura dei collaboratori, senza considerarli mai semplici dipendenti”.
Entrato in azienda “in punta di piedi”, partendo dalla gavetta commerciale e proseguendo con un MBA, Francesco mostra la stessa attitudine del padre. E, guardando dall’interno, restituisce un’immagine concreta di vita aziendale e privata di Enzo Maria: “Tende a evitare lo scontro e a cercare la mediazione, difficilmente si arrabbia, ma sa dire no e far rispettare le regole quando serve. In fondo, equilibrio e tranquillità sono i tratti distintivi con cui è nata l’azienda”.
L’impegno sociale e la vita privata
Accanto all’impresa c’è l’impegno sociale. Due anni fa ServiTecno è diventata Società Benefit e sostiene, tra gli altri, anche il progetto Piccole Innovatrici Crescono – Stem come me di Assintel: un’iniziativa che, con il coinvolgimento del sistema scolastico, punta a ispirare e incoraggiare le studentesse delle scuole elementari e medie verso le discipline scientifiche, superando gli stereotipi di genere. “Nel nostro universo IT/OT, meno del 15% è rappresentato da donne – indica Francesco Tieghi -. Sono convinto che, se avessimo saputo coinvolgere le donne nel processo creativo degli ultimi 200 anni, oggi vivremmo in un altro mondo. Il risultato di dove siamo oggi è stato ottenuto mettendo a frutto solo il 50% delle potenzialità dell’umanità”.
L’interesse per la parità di genere e la difesa dei diritti delle donne ha guidato anche la scelta di donare parte degli utili alla Fondazione Giulia Cecchettin. Parallelamente, ServiTecno è impegnata nel sostenere Same Hands, associazione nata e cresciuta grazie a Federico Tieghi (l’altro figlio di Enzo Maria) che ha l’obiettivo di garantire, in modo gratuito, supporto sanitario di qualità e formazione professionale nei contesti sociali di difficoltà e disagio, prevalentemente in Tanzania ma senza limitazioni geografiche.
C’è poi la vita privata, che per Enzo Maria è un equilibrio cercato e trovato: la famiglia, lo sci, la vela. Non un altrove rispetto all’azienda, ma il respiro che permette di guardare avanti senza perdere leggerezza e misura. “Ora che Francesco e i soci-collaboratori sono al mio fianco, ho potuto alleggerire le attività operative e dedicare tempo ai nipotini e alle passioni di una vita. Oggi mi considero una sorta di advisor, a disposizione del team per contribuire al processo decisionale e all’analisi dei numeri”, conclude Enzo Maria. Una leadership gentile che continua a procedere: senza inseguire ossessivamente i risultati, ma costruendoli ogni giorno, crescendo insieme.








